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"sostenitrice instancabile di un mondo libero dalla fame"

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31 dicembre 2012
La FAO saluta con commozione l'amica e sostenitrice Professoressa Rita Levi Montalcini

Necessario aumentare il sostegno ai paesi più poveri

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Il nuovo Direttore Generale della FAO rafforza l'impegno per l'eliminazione della fame nel mondo

Roma, 3 gennaio 2012 - Due giorni dopo aver assunto l'incarico, il nuovo Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva ha annunciato nel corso della conferenza stampa inaugurale che l'impegno per la totale eliminazione della fame e della denutrizione nel mondo sarà la sua priorità assoluta.

Graziano da Silva ha detto ai giornalisti che con un mandato di soli tre anni e mezzo non c'è tempo da perdere. La FAO comincerà con l'intensificare il suo sostegno a molti paesi a basso reddito e in deficit alimentare, in particolare quelli che affrontano crisi prolungate.

"Porre fine alla fame nel mondo richiede l'impegno di tutti: né la FAO, né altre agenzie o governi - singolarmente - potranno vincere questa battaglia.", ha dichiarato Graziano da Silva, aggiungendo che è suo intendimento lavorare "nel modo più trasparente e democratico possibile" con i paesi membri, le agenzie delle Nazioni Unite, il settore privato, la società civile e gli altri soggetti coinvolti.

L'eliminazione della fame nel mondo è la prima delle cinque priorità strategiche che intende perseguire lavorando alla FAO, ha affermato. Le altre sono: adottare sistemi di produzione e consumo alimentare più sostenibili; conseguire una maggiore equità nella gestione globale del cibo; completare il processo di riforma e decentralizzazione della FAO; espandere la cooperazione Sud-Sud e le altre partneship.

Ricostruire la fiducia

"Dobbiamo ricostruire la fiducia tra il Segretariato e gli Stati Membri per poter andar avanti, ed io conto di farlo promuovendo un rapporto trasparente e costruttivo con gli Stati Membri e gli Organi Direttivi della FAO", ha dichiarato.

Il Direttore Generale ha anche sottolineato che si impegnerà a fondo per rendere la FAO più efficiente e reattiva tramite tagli ai costi e miglioramenti dell'efficienza a livello amministrativo. Ha anche precisato che i guadagni in termini di efficienza non andranno ad inficiare il lavoro tecnico della FAO e dovrebbero anzi essere usati per rafforzare l'assistenza diretta dell'Organizzazione nei paesi assistiti".

E' possibile seguire la conferenza via webcast.

News

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Il cibo spazzatura è un costo per la società

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Il cibo spazzatura (junk food) e la sempre crescente obesità dei cittadini che ne consegue hanno ormai anche un'incidenza economica elevata per la società. Allo studio metodi di intervento per frenare questa tendenza che anche in Italia assume ormai connotazioni vistose. Non sarà certo la tassa sul cioccolato a risolvere il problema e a determinare il cambiamento, quanto invece possono esserlo diete corrette, movimento e educazione alimentare. Ma solo così finalmente si evidenziano segnali di emergenza sanitaria, sociale e culturale, noti da tempo e confermati da studi e ricerche scientifiche svolte da qualificate istituzioni, che rilanciano l'allarme in tutto il mondo occidentale, come mostra l'accurato servizio di Giulia Santerini, pubblicato oggi sul quotidiano Repubblica e che invitiamo a leggere per intero.


30 dicembre

I fagiolini del Burkina Faso

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Dopo limoni dal Sud Africa e pere dall'Argentina anche con i fagiolini del Burkina Faso la grande distribuzione rifornisce il suo mercato.

Secondo quanto riportato dal quotidiano "la Repubblica": (KONGOUSSI' (Burkina Faso) - è stato firmato un accordo commerciale fra il sistema Coop e la cooperativa Scoobam di Kongoussì, a 115 chilometri a nord della capitale Ouagadougou, per la fornitura di 120 tonnellate di fagiolini verdi provenienti dal Burkina Faso. - Tutto è avvenuto a Bologna, dove è stato siglato l'accordo, alla presenza di Jonas Guatin, responsabile della società commerciale e logistica che curerà l'esportazione dei fagiolini, oltre che rappresentante delle oltre 800 famiglie di contadini di Konguossì.

Sarebbe interessante trovare risposta ad alcune domande:

  • Cosa ne pensano i consumatori italiani?
  • Sono veramente prodotti così buoni e convenienti?
  • Sono prodotti indispensabili in tutti i periodi dell'anno?
  • Qual è l'impatto ambientale del trasporto di queste merci?
  • Cosa ne pensano le associazioni di agricoltori italiani?
  • Si aiutano veramente i paesi in via di sviluppo?
  • E' condivisa la carica "etica" della comunicazione che accompagna questa operazione commerciale?

6 dicembre 2011

Riunione ministeriale d'emergenza in soccorso del Corno d'Africa

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Si è ancora in tempo per intervenire a sostegno delle popolazioni colpite

Roma, 25 luglio 2011 - La comunità internazionale si è riunita oggi a Roma presso la FAO per coordinare gli aiuti alle popolazioni del Corno d'Africa colpite da siccità e carestia, e concordare un programma che nell'immediato scongiuri la catastrofe incombente e dall'altro serva a gettare le basi per la costruzione di una sicurezza alimentare di lungo termine nella regione.

All'incontro, organizzato dalla FAO su richiesta urgente della Presidenza francese di turno del G20, hanno partecipato Ministri e delegati ad alto livello dei 191 paesi membri della FAO, di altre agenzie ONU e di organizzazioni internazionali e non governative.

La crisi alimentare nel Corno d'Africa, scatenata da un concatenarsi di cause quali siccità, conflitti armati e rialzo dei prezzi alimentari, sta colpendo oltre 12 milioni di persone, con due regioni nel sud della Somalia già in una situazione di grave carestia.

I partecipanti alla riunione d'emergenza hanno concordato che "se la crisi non verrá fermata al più presto, potrebbe rapidamente diventare un disastro umanitario di grandi dimensioni in molte parti della regione del Corno d'Africa. E' dunque di primaria importanza che noi ci si faccia carico dei bisogni delle popolazioni colpite e dei mezzi di sussistenza dai quali esse dipendono per la propria sopravvivenza".

Salvare vite umane e mezzi di sussistenza

Il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf intervenendo ha detto: "Gli effetti congiunti di siccità, inflazione e conflitti hanno causato una situazione catastrofica che richiede un urgente e robusto sostegno internazionale. Se vogliamo evitare future carestie e crisi alimentari nella regione, i paesi e la comunità internazionale tutta devono con urgenza sostenere il settore agricolo ed accelerare gli investimenti nello sviluppo rurale".

Il Ministro francese dell'Agricoltura, Bruno Le Maire ha affermato: "Questa crisi mette in evidenza quanto sia urgente attuare il piano d'azione contro la volatilitá dei prezzi agricoli adottato dai ministri dell'Agricoltura del G20 il 23 giugno scorso a Parigi, soprattutto per quanto riguarda il coordinamento internazionale delle politiche agricole, della produzione e della produttivitá del settore e la creazione di riserve alimentari d'emergenza per fare fronte alle crisi alimentari".

"Molte delle donne che ho incontrato in Somalia e Kenia nei giorni scorsi avevano perso i figli e non avevano alcun mezzo di sussistenza se non gli aiuti umanitari forniti dalle agenzie sul campo", ha affermato Josette Sheeran Direttrice Esecutiva del PAM. "Questa siccitá ha straziato il Corno d'Africa, dove ora piú di 11 milioni di persone hanno bisogno di assistenza alimentare. In questo momento siamo particolarmente preoccupati per la Somalia ed è di vitale importanza riuscire a raggiungere con gli aiuti chi si trova all'epicentro della carestia, portando alimenti altamente vitaminizzati che sono indispensabili per i bambini."

Il Presidente dell'IFAD Kanayo F. Nwanze ha detto: "Ricostituire la capacità di risposta e di ripresa delle comunità agricole e pastorizie del Corno d'Africa - ed in tutto il mondo - richiede un impegno di lungo periodo. Ma l'attuale devastante situazione del Corno d'Africa non ci lascia molto tempo a disposizione. E' necessario incrementare gli investimenti adesso, in modo che quando il prossimo periodo di siccità arriverà, in qualsiasi parte del mondo, non causi così tanta sofferenza e disperazione. La pioggia potrebbe non arrivare, ma noi dovremo esserci".

La responsabile di Oxfam Barbara Stocking ha aggiunto:" Oggi nel Corno d'Africa moltissime vite sono appese ad un filo. I leader mondiali non hanno scuse per non rispondere generosamente a questa emergenza. Non possono esistere problemi piú pressanti, piú urgenti, piú gravi di milioni di vite intrappolate davanti allo spettro della carestia in quest'angolo d'Africa. E' davvero scandaloso che tutti gli appelli e gli avvertimenti siano stati sinora inascoltati e che le lezioni di precedenti carestie sono state ignorate. Adesso dobbiamo salvare vite, ma dobbiamo anche far sì che queste popolazioni abbiano un futuro. Soprattutto dobbiamo costruire un sistema alimentare globale che consenta a tutti di avere cibo a sufficienza".

Una risposta guidata dai paesi colpiti

Nella riunione si è concordato che siano i governi dei sei paesi colpiti dalla crisi a gestire la risposta, tenuti informati dal Piano d'azione per il Corno d'Africa del Comitato permanente interagenzie (IASC).

Si è sottolineato come ancora ci sia un margine per intervenire a sostegno delle popolazioni colpite, per rimettere in piedi i loro mezzi di sussistenza e consentire a queste comunità di piccoli contadini, pastori e pescatori di superare la crisi nell'ambito delle proprie realtà, aggiungendo che andrebbe evitata per quanto possibile la costituzione di campi profughi con l'aggregazione di un enorme numero di sfollati.

I partecipanti hanno concordato che un sostegno specifico vada dato a tutti coloro che vivono di pastorizia, che nella regione rappresenta un sistema di sopravvivenza dinamico e sostenibile. E' stato infatti evidenziato come il nomadismo dei pastori e delle loro mandrie all'interno dei paesi ed attraverso le frontiere potrebbe rappresentare un elemento essenziale per salvare vite e preservare le basi dell'alimentazione e della sicurezza nutrizionale.

Le questioni umanitarie

Assicurare una sicurezza alimentare e nutrizionale di lungo periodo nel Corno d'Africa richiede affrontare una serie di complesse questioni umanitarie che affliggono la regione: conflitti armati, la difesa di un ambito umanitario in cui intervenire, la nutrizione, la riduzione della vulnerabilità ai disastri, la mancanza di servizi sanitari e scolastici, la capacità di adattamento al cambiamento climatico. In aggiunta occorre che gli investimenti in un'agricoltura sostenibile diventino una priorità insieme a politiche che la sostengano e l'aiutino a crescere ed espandersi. C'è poi un'altra questione centrale che riguarda il carico di lavoro delle donne ed il loro controllo delle risorse produttive.

"Ci impegniamo ad assicurare una risposta immediata ed appropriata per far sì che le comunità ed i paesi colpiti siano messi nelle condizioni di preservare i loro fragili mezzi di sussistenza dai quali dipende la sopravvivenza di così tante persone, mentre contemporaneamente si lavori alla costruzione di una capacità di resistenza di lungo periodo che salvaguardi le basi fondamentali della sicurezza alimentare e assicuri una riduzione sostenibile di fame e malnutrizione", hanno concordato i partecipanti alla riunione nel documento finale.

Corno d'Africa: catastrofe umanitaria

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"Non abbiamo le risorse finanziarie per incrementare in modo considerevole gli aiuti. La nostra priorità è che arrivino a destinazione: Abbiamo bisogno di maggiore assistenza ai bambini: per loro sono fondamentali le scorte d'acqua. Centinaia di bambini non sopravvivono al viaggio della speranza verso i campi profughi. Sono soprattutto i somali a versare in condizioni critiche con 70.000 bambini a rischio a causa della malnutrizione."

Appello del coordinatore ONU Mark Bowden

In ordine sparso i paesi europei muovono al capezzale dei paesi africani stremati dalla siccità. Londra ha promesso 56 milioni di euro in aiuti. Berlino punta ad aggiungere 5 milioni di euro agli oltre 3 milioni già destinati al Corno d'Adrica e ai programmi di aiuto già avviati nell'area. Ma la difficoltà è far fronte a una emergenza crescente.

17 luglio 2011

Somalia, i nuovi campi profughi per accogliere i rifugiati in Kenia

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Tragedie umanitarie

Mentre il governo di Nairobi decide di aprire un nuovo campo profughi, la risposta della comunità internazionale e dei media è ancora troppo limitata. In Italia AGIRE lancia un appello di raccolta fondi. I rischi di epidemie, di ulteriori crisi alimentari e della stessa sopravvivenza di milioni di persone almeno fino a settembre, legati alla siccità che comunque riguarda anche i paesi ospiti limitrosi

Corno d'Africa: tragedia umaniaria

15 lulio 2011

Rischio desertificazione: Mediterraneo da salvare

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Lotta alla precarietà lavorativa e ambientale contro la desertificazione del territorio e per un Mediterraneo da salvare. Il presidente della Regione Puglia al lavoro sul parere affidatogli dalla commissione ARLEM (Assemblea Euromediterranea degli Enti Locali e Regionali) del Comitato delle Regioni dell'Ue, da approvare in riunione plenaria a Bari nel 2012.

Guarda il video dell'intervento.

Bruxelles - 6 luglio 2011

Città e regioni sostengono il progetto di bilancio della Commissione Europea

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"La Commissione può contare sul Comitato delle regioni: esso è pronto a sostenerne le proposte e a difendere la coerenza del suo progetto e i suoi ambiziosi obiettivi, in particolare presso taluni governi nazionali": è questo il messaggio della Presidente del Comitato delle regioni Mercedes Bresso all'indomani dell'adozione, da parte della Commissione europea, della proposta di quadro finanziario pluriennale post 2013. La Presidente del CdR ha aggiunto: "Ci mobiliteremo con determinazione per evitare che i negoziati conducano a uno snaturamento o a un indebolimento di queste proposte, in particolare ad opera del Consiglio dei ministri." Il CdR ha quindi invitato la vicepresidente della commissione Bilanci (BUDG) del Parlamento europeo Jutta Haug a intervenire, oggi 30 giugno, alla sua sessione plenaria.

I membri del CdR avevano posto all'1 % del reddito nazionale lordo dell'UE il limite al di sotto del quale l'Unione non avrebbe avuto un bilancio veramente credibile. Mercedes Bresso ha quindi accolto positivamente le nuove proposte, che fissano il bilancio all'1,05 %: "credo che possiamo esserne soddisfatti", ha dichiarato. Anche l'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie, l'istituzione di una nuova imposta sul valore aggiunto (IVA) europea e la semplificazione dei sistemi di correzione finanziaria rispondono pienamente ai nostri auspici: si tratta di una scelta realistica e coraggiosa da parte della Commissione che noi sosteniamo fermamente."

In effetti, il quadro presentato dalla Commissione integra la maggior parte delle proposte avanzate dal CdR nei suoi pareri sulla revisione del bilancio e sulla politica di coesione e sulla politica agricola future. Ramón Luis Valcárcel Siso, Presidente della regione Murcia e 1° vicepresidente del CdR, si è congratulato, dal canto suo, per l'introduzione di strumenti di flessibilità, in particolare per affrontare le situazioni di crisi nel settore agricolo.

"Condividiamo anche l'idea di un forte ancoraggio alla strategia Europa 2020. Per permettere all'Europa di uscire dalla crisi, bisogna dotare tale strategia di risorse adeguate e fare in modo che essa sia oggetto di una vasta appropriazione, che vada al di là della stretta cerchia dei governi nazionali coinvolgendo gli enti regionali e locali, gli attori economici e sociali e i nostri concittadini che vivono nelle nostre regioni e nelle nostre città, grandi e piccole," ha aggiunto Mercedes Bresso.

Per il CdR, lo strumento principale per conseguire questo obiettivo rimane la politica di coesione: "L'introduzione della nuova categoria delle regioni in via di transizione rappresenta sicuramente una grande vittoria, ma non dimentichiamo che essa è pienamente giustificata: è una risposta alla fragilità di talune regioni, duramente colpite dalla crisi," ha ricordato Mercedes Bresso, aggiungendo poi: "per quanto riguarda il metodo, credo che l'affermazione dell'approccio territoriale integrato sia un'ottima cosa, che dovrebbe tradursi nella conclusione di contratti di partenariato tra l'Unione, gli Stati e le regioni che abbraccino - insistiamo - tutti i fondi strutturali e quindi, oltre che l'FSE e il FESR, anche il fondo per lo sviluppo rurale e il fondo europeo per la pesca."

Leggi l'intero comunicato del CdR. Bruxelles - 30 giugno 2011

Comitato delle Regioni Ue: migliorare la gestione sostenibile dell'acqua

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L'Europa deve fare di più per garantire un uso sostenibile dell'acqua se non vuole rischiare non soltanto di perdere la battaglia per contrastare i cambiamenti climatici, ma anche di veder aumentare siccità e alluvioni. Questo in sintesi il messaggio che il Comitato delle Regioni della Ue ha voluto trasmettere oggi con l'adozione di un parere, elaborato dal Presidente della regione Puglia Nichi Vendola (IT/PSE), che invoca inoltre un approccio multilivello e transfrontaliero per la gestione dei bacini idrografici e propone di estendere l'azione del Patto dei sindaci alla gestione sostenibile dell'acqua.

"Il diritto all'acqua dovrebbe essere considerato un diritto umano" ha dichiarato Vendola, "ed è nostro dovere fare in modo di preservare questa preziosa risorsa sia per noi che per le generazioni future. Ciò significa prendere iniziative audaci e innovative - ad esempio, stabilire degli obiettivi in materia di efficienza idrica - e adottare un approccio autenticamente fondato sulla governance multilivello nella gestione dei singoli bacini idrografici, con la partecipazione sia delle autorità europee e nazionali che degli enti regionali e locali. Una funzione cruciale in questo ambito spetta anche a servizi pubblici funzionanti e capaci di garantire l'accesso all'acqua. La salvaguardia delle risorse idriche dovrebbe essere considerata parte integrante e componente essenziale dell'azione dell'UE per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici - con un cambiamento di rotta, quindi, rispetto al passato."

Leggi l'intero comunicato del CdR.

Bruxelles -30 giugno 2011

Capalbio: dove il presente respira il passato

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immagini degli anni '50 e '60, tratte dall'Archiviofotogori

Dopo il successo delle mostre "Dai Campi alle Officine" e "Beni Archeologici della Maremma" (oltre 4000 visitatori e ben due proroghe), tenutesi dal 10 dicembre 2010 al 15 marzo 2011 presso il Museo Archeologico e d'Arte della Maremma di Grosseto (del cui patrimonio la mostra Beni Archeologici della Maremma è venuta a far parte, rimanendo lì esposta in permanenza), ecco una nuova iniziativa di carattere storico-fotografico dell'Archiviofotogori.

Capalbio: dove il presente respira il passato. Questo è il significativo titolo della mostra organizzata dal Comune di Capalbio e dalla società SACRA nell'incomparabile scenario della torre di Burano, prospiciente l'omonimo lago, prima oasi nazionale del WWF.

La mostra sarà visitabile nei giorni 25-26 giugno e 2-3 luglio 2011 dalle ore 18:00 alle 22:00.

vedi dettagli mostra

Terremoto di Haiti un anno dopo

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Il sostegno all’agricoltura è decisivo per la sicurezza alimentare ed un futuro sostenibile

Roma/Port-au-Prince, 11 gennaio 2011 - Ad un anno di distanza le ripercussioni del devastante terremoto che ha colpito Haiti continuano a farsi sentire nelle aree rurali, aggravate all'epidemia di colera in corso e dalle inondazioni e frane provocate dall'uragano Tomas, che ha colpito il settore agricolo in modo particolarmente severo.

In questa situazione, è decisivo dare un maggiore sostegno all'agricoltura per affrontare gli obiettivi di sviluppo del paese e metterlo in grado di affrontare le emergenze future.

Il ruolo centrale dell'agricoltura. Vedi foto.

"Le comunità povere e più vulnerabili, che dipendono interamente dall'agricoltura, sono tra quelle che soffrono le conseguenze più gravi dei disastri naturali", dice Etienne Peterschmitt, Coordinatore della FAO per l'emergenza e la ricostruzione ad Haiti.

"L'agricoltura non solo è fondamentale per eliminare fame e malnutrizione, ma è necessaria anche per incrementare il reddito nelle zone rurali, arrestare il degrado ambientale ed incrementare la capacità di risposta nei confronti di minacce future", aggiunge Peterschmitt.

(Fonte FAO)

l Presidente Brasiliano “fischia” contro la fame Lula da Silva aderisce alla campagna “1billionhungry

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26 Agosto 2010, Brasilia - Il Presidente Brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha aderito alla campagna globale contro la fame organizzata dalla FAO, firmando la petizione internazionale della FAO "1billionhungry" e "fischiando contro la fame" con il fischietto giallo icona della campagna.

Il "fischio contro la fame" del Presidente ha avuto luogo durante una cerimonia svoltasi a Brasilia. Quasi mezzo milione di persone in tutto il mondo hanno fin'ora sottoscritto la petizione "1billionhungry", che fa appello ai leader mondiali affinché facciano dell'eliminazione della fame la loro priorità numero uno. I sostenitori della campagna sono invitati a "fischiare contro la fame".

E' possibile firmare la petizione su: 1billionhungry

Un milione di firme. La FAO punta a raggiungere un milione di firme per la fine di Novembre, per presentarle ai 192 Stati Membri che parteciperanno alla prossima riunione del Consiglio Direttivo della FAO. Attualmente circa un miliardo di persone nel mondo soffre di fame cronica.

"La fame porta dolore e morte. E noi non possiamo restare indifferenti di fronte a tanta sofferenza," ha dichiarato il Rappresentante della FAO in Brasile, Hélder Muteia , durante la cerimonia prima di invitare Lula da Silva a "fischiare".

La cerimonia della scorsa notte ha coinciso con un'altra importante iniziativa contro la fame - il lancio della Politica Nazionale sull'Alimentazione e la Sicurezza Alimentare del Governo Brasiliano, che ha avuto luogo durante la riunione del Forum Brasiliano sull' Alimentazione e la Sicurezza Alimentare (CONSEA).

Brasile -- l'impegno contro la fame A seguito delle ultime riforme, il diritto al cibo costituisce ora in Brasile uno dei diritti sociali garantiti dalla Costituzione, nonché confermato dalla Legge nazionale sull'Alimentazione e la Sicurezza Alimentare. Una legislazione separata richiede poi che il 30% dei prodotti alimentari usati nelle mense scolastiche sia acquistato presso piccoli agricoltori. Hélder Mutéia ha espresso un vivo apprezzamento per l'attuale impegno del Brasile nella campagna nazionale Fame Zero e per i decisi sforzi del governo nel promuovere l'inclusione sociale, e fa appello affinché le altre nazioni seguano il suo esempio.

Il Progetto "1billionhungry" Il progetto "1billionhungry" è un' importante campagna di sensibilizzazione volta a raccogliere un supporto globale alla lotta contro la fame nel mondo. Tra le varie celebrità che hanno firmato la petizione, l'attore Jeremy Irons, il musicista Chucho Valdés e l'atleta Carl Lewis.

Un’estate tutta da gustare.

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(08 luglio 2010) L ’Emilia Romagna è una delle regioni che più e meglio ha saputo tutelare e valorizzare la propria biodiversità e le proprie tradizioni: 33 prodotti a qualità certificata Dop e Igp, 20 vini Doc e Docg, 15 Strade dei vini e dei sapori, 15 presidi Slow Food, 19 Musei del gusto e 210 prodotti tradizionali iscritti nell’Atlante ministeriale.

Un’estate tutta da gustare. E’ quella che propone l’Assessorato all’agricoltura della Regione Emilia-Romagna con “Emilia Romagna è un Mare di Sapori 2010”, il cartellone di eventi che da luglio a settembre toccherà le principali località balneari della Riviera per far conoscere ai turisti lo straordinario patrimonio di eccellenze agroalimentari di questa terra.

I testi e la voce di un grande interprete dei valori regionali come Ivano Marescotti, le sceneggiature e le ambientazioni cinematografiche dei nostri grandi registi, l’eno-racconto dei nostri sommelier, la ritualità dei “casari volanti" del parmigiano-reggiano, il gemellaggio “mare-appennino” in diretta dal soul festival di Porretta, le biglie-icone delle Dop regionali, i vongolai di Goro, ed altro ancora. Insomma chi fa e chi sa".

"E’ un programma con una precisa finalità: sollecitare il turista del mare a scoprire i valori che fanno grande ed unica la nostra tradizione agroalimentare: storia, cultura, identità, rispetto delle persone e dell’ambiente, sicurezza, sottolinea l’assessore regionale Tiberio Rabboni. Ci interessa presentare le nostre produzioni eccellenti, ma ancora di più raccontare ciò che le rende diverse da tutte le altre, uniche, straordinariamente buone ed originali.

Quei nove centesimi nelle tasche dei contadini

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Crollano i prezzi (nove centesimi per un chilo di carote) e le aziende del settore sono sempre più in perdita. Ecco perché serve un nuovo patto tra consumatori e addetti

Che cosa si può comprare oggi con 9 centesimi di euro? Non bastano per un sms, forse sono sufficienti per pochi chiodi. Non mi viene in mente molto altro, se non che è il prezzo all'ingrosso di un chilo di carote. Ma è soltanto uno dei tanti esempi possibili se parliamo di cibo. È probabile che i lettori non se ne siano accorti perché a loro costa sempre uguale se non di più, ma i prezzi che spuntano i contadini sono in declino costante da anni. Le aziende agricole producono quasi tutte in perdita e la cosa passa sorprendentemente sotto silenzio. A qualcuno importa ancora della nostra agricoltura?

Leggi l'intero articolo di Carlo Petrini da La Repubblica 7/7/10

Contributo dell’Italia al Trattato sulle risorse fitogenetiche

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Roma, 21 maggio 2010 - L'Italia ha annunciato un contributo di un milione e 200 mila euro per compensare alcuni dei contadini più poveri al mondo per la loro opera di tutela e diffusione di varietà di colture che nel corso dei prossimi decenni potrebbero dimostrarsi decisive per la sicurezza alimentare mondiale.

Il contributo dato ad un programma di condivisione dei benefici gestito dal Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura, è stato annunciato alla vigilia della Giornata Mondiale della Biodiversità che ricorre il 22 maggio, e che quest'anno ha per tema: "Biodiversità, sviluppo ed alleviamento della povertà". Leggi Contributo dellItalia

Intervento sulla Grecia al Parlamento Europeo di Daniel Cohn Bendit

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Strasburgo, 5 Maggio 2010 - Intervenendo al Parlamento Europeo sulla Grecia, Daniel Cohn Bendit critica pesantemente il lungo tergiversare che per quattro mesi ha innescato dinamiche speculative e evidenzia con forza l'ipocrisia dei Governi europei che offrono alla Grecia in crisi misure finanziariamente e politicamente insostenibili. Gli stessi Paesi membri, come Francia e Germania, che hanno appena venduto ai greci mezzi militari che dovranno essere pagati a costi elevatissimi nei prossimi mesi e anni. Il parlamentare Verde chiede l'intervento di sostegno non sia una forma di arricchimento alle spalle dei greci. Chiede una revisione dei Trattati e misure più realistiche di sostegno, quali il ritiro da Cipro di Grecia e Turchia, il disarmo e la garanzia dei territori. Chiede anche che il monitoraggio economico della Grecia venga stabilito attraverso un collegamento diretto con Organizzazione Internazionale del Lavoro.

Vedi filmato in lingua francese con sottotitoli in lingua inglese.

Le piazze del Bio

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Domenica 18 aprile i Giardini Margherita di Bologna diventeranno la capitale del biologico in Emilia-Romagna.
A partire dalle 10 infatti a piazzale Jacchia, nel cuore del parco pubblico cittadino, si daranno appuntamento produttori biologici e biodinamici provenienti da tutta la regione. L’appuntamento bolognese si svolgerà in contemporanea con altre 19 città italiane e rientra nella manifestazione “Le piazze del Bio” realizzata dal Ministero delle politiche agricole in collaborazione con le Regioni. Gli oltre 40 agricoltori biologici che si ritroveranno a Bologna porteranno il meglio della loro produzione: formaggi, vini, olio, ma anche salumi, frutta e verdura, marmellate, liquori, cosmetici. “Una bella occasione – ha detto oggi l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni presentando l’iniziativa – per trascorrere una giornata in compagnia del biologico e conoscere i suoi valori di salubrità, affidabilità e territorialità”. 
In realtà già da tempo i cittadini emiliano-romagnoli mostrano di apprezzare particolarmente il biologico. Lo ha sottolineato lo stesso Rabboni, ricordando che l’Emilia-Romagna secondo l’ultimo rapporto Bio Bank “nel 2009 è al primo posto della classifica nazionale delle regioni più biologiche, conquistando in particolare quattro record, quello delle mense biologiche, delle aziende a vendita diretta, dei siti di e-commerce e dei mercatini bio”.  L’Emilia-Romagna è anche prima tra le regioni del nord Italia come numero di aziende agricole o di trasformazione biologiche e a rafforzare il peso del settore sta il fatto che si tratta di aziende mediamente più grandi delle aziende tradizionali con imprenditori più giovani, scolarizzati e professionalizzati, oltre al fatto che in Emilia-Romagna hanno sede alcuni dei più grandi gruppi  del comparto anche a livello europeo . “Un settore particolarmente dinamico – ha sottolineato Rabboni – cui la Regione dedica una particolare attenzione”. 
La forza del biologico emiliano-romagnolo è confermata anche dai dati forniti da Paolo Carnemolla presidente di Pro.B.E.R., l’Associazione emiliano-romagnola dei produttori biologici e biodinamici e di Federbio l’associazione nazionale: “se il comparto nazionale vale circa 3 miliardi di euro, di questi circa un terzo sono rappresentanti dal biologico emiliano-romagnolo”. Carnemolla ha ricordato anche l’andamento in controtendenza del settore che "anche nel 2009 ha visto crescere i consumi del 7%, con aumenti addirittura a due cifre nel centro-nord”.  “In merito all'evento le Piazze del Bio – ha rilevato Carnemolla – vogliamo anche porre l'attenzione sul fatto che il parco in questione  è uno dei 9 certificati Bio-Habitat, un progetto del verde urbano a cura di Pro.B.E.R. e Serbios realizzato grazie all'impegno del Comune di Bologna e di Global Service che ne gestisce la manutenzione. All'interno dei Giardini Margherita sono posizionati 6 cartelli esplicativi del progetto di certificazione del parco”.

Animazioni, degustazioni e un seme per far crescere la propria pianta bio.
Ai Giardini Margherita tra i diversi stand è previsto anche uno spazio istituzionale in cui si ritroveranno Ministero, Regione e Pro.B.E.R. Qui un animatore coinvolgerà il pubblico in un vero e proprio viaggio alla scoperta dell’universo bio con degustazioni guidate. Contemporaneamente si terrà una diretta via webcam con le altre 19 piazze bio e una performance teatrale in cui il pubblico sarà protagonista: ogni visitatore potrà seminare la propria pianta e portarla poi a casa per vederla crescere. L’appuntamento sarà anche l’occasione per far conoscere il nuovo logo del biologico voluto dall’Unione europea e obbligatorio – dall’1 luglio 2010 – su tutti i prodotti: la sagoma di una foglia delimitata da 12 stelle su campo verde.  

Emilia-Romagna regione più biologica nel 2009.
Secondo il rapporto Bio Bank 2010 l’Emilia-Romagna non solo si conferma anche nel 2009 ai vertici della classifica nazionale delle regioni più biologiche, insieme a Lombardia e Toscana, ma torna alla guida del gruppo, conquistando il primo posto in ben quattro settori: mense biologiche (147 – erano 127 nel 2007), aziende con vendita diretta (359 punti vendita – erano 236 nel 2007), siti di e-commerce (20 - erano 14 nel 2007), mercatini bio (37 – erano 34 nel 2007). Buone e comunque in crescita le performance emiliano-romagnole anche negli altri comparti analizzati da Bio Bank. La regione si classifica infatti al secondo posto per numero di ristoranti biologici (39 – erano 33 nel 2007), terza per agriturismi bio (158 - erano 117 nel 2007), quarta per negozi (109 – erano 102 nel 2007) quinta per numero di Gas, i gruppi di acquisto solidali (50 - erano 33 nel 2007). Il Rapporto Bio Bank 2010 fotografa in particolare la forte espansione della filiera corta e della vendita diretta non solo in Emilia-Romagna, ma in tutta la penisola. In Italia infatti i Gas sono 598 (+68% in tre anni), gli  spacci presso le aziende agricole 2.176 (+32% dal 2007), i siti per la spesa bio on-line 132 (+25%),  i mercatini bio 225 (+10%). Un successo dovuto ai numerosi vantaggi garantiti da questi canali commerciali alternativi: la qualità e la freschezza dei prodotti, la possibilità di un maggiore risparmio per i consumatori, ricavi più adeguati per i produttori.

La Regione  investe sul biologico.
Dal 2000 al 2006 con il Piano di sviluppo rurale sono state erogate alle aziende agricole biologiche emiliano-romagnole risorse per quasi 155 milioni di euro.  Il PSR 2007-2013 oltre a confermare le misure agroambientali del precedente, ha introdotto nuove misure di cui potranno beneficiare le aziende bio. I primi dati del Piano di sviluppo rurale 2007-2013 mostrano inoltre che mediamente le aziende biologiche ricevono contributi più consistenti delle aziende tradizionali: nei primi due anni di programmazione infatti il PSR ha erogato a 2.213 aziende biologiche finanziamenti per oltre 26,7 milioni di euro. Cioè il 25,7%  delle aziende ha ricevuto a vario titolo il 35,8% del totale delle risorse erogate./PF In allegato: i dati  provinciali sulle aziende agricole e sulle superfici a biologico; la locandina dell'iniziativa e il nuovo simbolo europeo del biologico

  Bologna, 16 aprile 2010

Scarica Locandina Locandina Bio

Premiati al Biofach i vini biologici di tre aziende socie di Pro.B.E.R.

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Nell’ambito del concorso internazionale Mundus Vini Biofach

Il vino biologico italiano continua a registrare importanti successi sia tra i consumatori che tra gli addetti ai lavori. Lo conferma Pro.B.E.R. – Associazione dei Produttori Biologici e Biodinamici dell’Emilia Romagna – che registra per il secondo anno consecutivo l’assegnazione di importanti riconoscimenti a tre aziende biologiche vinicole associate presenti alla 21ma edizione del BioFach di Norimberga, il Salone mondiale dei prodotti biologici che dal 17 al 20 febbraio 2010 ha chiamato a raccolta oltre 2.700 espositori, registrando la presenza di quasi 47 mila visitatori professionali e commerciali, dei quali il 38% internazionali.

Nell’ambito della grande kermesse tedesca, dove l’area espositiva collettiva di Pro.B.E.R. ha riunito 11 aziende associate presenti con una ricca e molteplice selezione di prodotti biologici dell’Emilia Romagna (comprendenti l’ortofrutta, i prodotti lattiero-caseari e il Parmigiano-Reggiano, l’olio extravergine d’oliva di Brisighella, l’aceto balsamico, la frutta secca ed il vino), ha riscosso notevole interesse la prima edizione del Concorso internazionale del vino biologico Mundus Vini BioFach, nel corso del quale sono state assegnati complessivamente 220 premi. Una giuria internazionale di esperti altamente qualificati (composta da sommelier, giornalisti, enologi, esponenti del commercio specializzato, della viticoltura e della tecnica cantiniera, ecc.) ha assaggiato e valutato i 622 vini biologici di 19 paesi in concorso, assegnando tre importanti premi ad altrettante aziende socie di Pro.B.E.R. che sono state riconosciute meritevoli per la grande qualità delle loro produzioni, ottenute nel pieno rispetto delle tecniche di produzione biologica, tutelando la natura e privilegiando sempre la qualità in vigneto, in cantina ed in bottiglia.

Le aziende socie di Pro.B.E.R. vincitrici al BioFach 2010 sono le Cantine Sgarzi Luigi di Castel San Pietro Terme (Bologna) premiate nella categoria Argento per il Ciao-Chardonnay IGT Terme di Chieti 12°, confezionato in Tetra-prisma Pak da 1 litro, la Società Agricola ed Agriturismo Villa Venti di Castellucci & Giardini di Roncofreddo (Forlì-Cesena) che ha ricevuto il premio nella categoria Argento per il vino Primo Segno Sangiovese di Romagna Superiore DOC 2007 e l’Agriturismo Corte D’Aibo di Monteveglio (Bologna) che ha vinto sia nella categoria Oro con il Pignoletto dell’Emilia IGT 2009 che nella categoria Argento con l’Orfeo Carbenet Sauvignon Riserva Colli Bolognesi DOC 2005.

Per queste aziende – sottolinea Paolo Carnemolla, presidente di Pro.B.E.R. – si tratta di una significativa gratificazione che riconosce il valore di un impegno costante nello svolgimento di un’attività completamente sostenibile e senza impatto ambientale, finalizzata ad ottenere vini biologici di alta qualità perché ottenuti nel totale rispetto dei disciplinari di produzione biologica e sottoposti a controlli accurati che coinvolgono ogni fase del processo produttivo”.

Bologna, 11 marzo 2010

Sì alla patata modificata? Bruxelles apre agli Ogm

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Disco verde della Commissione europea alla patata transgenica Amflora, per uso industriale. Stop alla moratoria che durava dal 1998. Sì anche all'importazione di mais Ogm non coltivato in Europa

BRUXELLES - Via libera della Commissione Ue alla coltura in Europa, da parte del gruppo tedesco Basf, della patata transgenica Amflora, per uso industriale nonché l'utilizzo dei prodotti dell'amido della stessa come mangime. Una decisione che pone fine alla moratoria in vigore dal 1998. Si tratta del primo sì della Ue ai prodotti ogm, dopo anni di dibattiti e seri dubbi sulla natura di questo tipo di coltivazioni.

Il via libera sarà accompagnato dal lancio del dibattito politico sul futuro del dossier degli Ogm nell'Ue seguendo la linea del presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso, il quale ha dichiarato nelle scorse settimane "di non voler imporre la coltura degli Ogm in Europa". Oltre alla patata Amflora, che è stata autorizzata per la coltura e per l'alimentazione degli animali, sono state approvate anche altri tre nuove varietà di mais Ogm, tutte destinate all'importazione e la commercializzazione per l'alimentazione degli animali.

La patata Amflora, modificata in modo da avere un maggior contenuto di amido, è stata a lungo al centro di una controversia fra l'Efsa (Autorità Ue di sicurezza alimentare), con sede a Parma, che ha dato il suo via libera 'tecnico', e le due autorità sanitarie, europea e mondiale, l'Emea (agenzia Ue del farmaco) e l'Oms. La controversia riguardava la presenza, nell'Ogm, di un gene 'marker' che conferisce resistenza a un antibiotico importante per la salute umana. L'Efsa ha dato il suo via libera nonostante il fatto che la direttiva Ue 2001/18, relativa al rilascio deliberato di Ogm nell'ambiente, proibisca espressamente l'autorizzazione per gli Ogm contenenti geni di resistenza ad antibiotici importanti per la salute umana.

A più riprese, negli anni scorsi, la commissione aveva cercato di ottenere il sostegno degli stati membri nel comitato di regolamentazione degli Ogm e in Consiglio Ue, senza mai ottenere la maggioranza richiesta per l'autorizzazione alla coltura. Le norme Ue, tuttavia, danno all'esecutivo comunitario il potere di assumere da solo la decisione sull'autorizzazione, se non si esprime contro almeno la maggioranza qualificata degli stati membri. Dopo che il precedente commissario all'Ambiente, Staros Dimas, aveva bloccato la proposta, il suo successore, il maltese John Dalli, ha creduto bene di marcare con questa decisione il suo primo atto pubblico, che spiegherà durante una conferenza stampa oggi a Bruxelles. La patata Amflora, il tubero geneticamente modificato, inizierà a essere prodotta nel corso di quest'anno. Lo ha annunciato il gruppo tedesco Basf, dopo il via libera di Bruxelles. La patata Ogm produce amilopectina pura, uno dei componenti dell'amido, che viene utilizzata per la produzione di carta, calcestruzzo e adesivi. "Non è previsto alcun utilizzo alimentare", ha precisato il gruppo, che aveva presentata la prima domanda di autorizzazione per l'Amflora già nell'agosto del 1996. Sì alla patata modificata Bruxelles apre agli Ogm.

Le reazioni. >E a proposito di "stop alla moratoria" arriva la risposta del ministro italiano alle Politiche agricole alimentari e forestali. Luca Zaia ribadisce infatti "che l'Italia proseguirà nella politica di difesa e salvaguardia dell'agricoltura tradizionale e della salute dei cittadini". "Noi - ha concluso il ministro - non consentiremo che un simile provvedimento, calato dall'alto, comprometta la nostra agricoltura". Dura la reazione di Legambiente che in una nota definisce assurda la fine dell'embargo sulle colture geneticamente modificate che "vanifica gli sforzi e gli investimenti di tutti coloro che hanno creduto nel Made in Italy e nella ricerca della qualità e delle eccellenze". "E' evidente che l'Italia non ha alcun bisogno di questi prodotti - ha dichiarato il responsabile Agricoltura di Legambiente, Francesco Ferrante - e mi chiedo quale genitore possa scegliere di dare ai propri figli un cibo che potrebbe renderli resistenti agli effetti degli antibiotici. Questa decisione ci espone a pericoli enormi".

Dello stesso avviso anche i Verdi secondo i quali "La decisione della Commissione europea è inaccettabile. Per questo siamo pronti a presentare un quesito referendario già dalla prossima settimana per evitare che gli Ogm vengano coltivati in Italia". Si tratta, proseguono i Verdi, "di un vero e proprio assalto alla sicurezza alimentare, alla nostra agricoltura tipica, a rischio c'è tutto il made in Italy agrolimentare". Il capogruppo del Pd nella commissione Agricoltura della camera, Nicodemo Oliverio incalza: "Il governo dica categoricamente no agli Ogm in italia: le dichiarazioni del ministro Zaia non bastano più perché è sempre più folto il gruppo dei ministri, premier in testa, che mostra di pensarla all'opposto". Come lui anche il senatore Nello Di Nardo, capogruppo Idv in commissione agricoltura che aggiunge: "Oggi in Europa hanno perso le ragioni della precauzione, la difesa dei cittadini e dell'ambiente. I nostri bambini non possono mangiare patatine geneticamente modificate e l'Idv contrasterà in tutti modi e in tutte le sedi opportune la folle omologazione dei prodotti agroalimentari".

Per l'Adoc (l'associazione nazionale per la difesa e l'orientamento dei consumatori) prima di prendere la decisione si sarebbe dovuta ascoltare la voce dei consumatori europei. "La coltivazione e commercializzazione dei prodotti Ogm rappresentano un problema che riguarda la salute e il futuro dei consumatori europei - ha dichiarato Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc -. Per questo chiediamo che venga indetto un referendum europeo, con cui si possa dare voce ai cittadini di tutta Europa, per capire se il loro pensiero sia in sintonia con quanto deciso dalla Ue. L'Unione Europea, su questo delicato tema, ha deciso a prescindere, magari anche sulla base delle pressione operate dai grandi gruppi produttori. Il territorio coltivabile europeo è diverso da quello di altri continenti, più ristretto e più soggetto a contaminazioni. E' bene che siano i consumatori a decidere del loro futuro".

Il coro di critiche è partito anche da parte dei parlamentari europei ecologisti. "Sono scioccato nel vedere che al commissario alla sanità e alla difesa dei consumatori, John Dalli, sono bastate poche settimane di incarico per esprimere il suo sostegno agli interessi industriali", ha commentato il capogruppo dei verdi, Martin Hausling. "I dubbi sulle conseguenze per la saluta umana e per l'ambiente persistono in modo serio. Le coltivazioni Ogm sono nel migliore dei casi inutili, nel peggiore dannose". La decisione è stata definita "inaccettabile" anche dalla liberale francese Corinne Lepage, vice presidente della commissione per l'Ambiente del parlamento europeo. "Si tratta di una vera dichiarazione di guerra ai cittadini europei, che in maggioranza sono contrari alle colture ogm, da parte del signor Barroso".

Chiara anche La posizione della Coldiretti sugli Ogm. Stefano Masini, responsabile ambiente e territorio dell'Organizzazione agricola spiega infatti che sugli Ogm, "occorre leggere Barroso nella sua integralità. Credo che siamo di fronte a una scelta storica quando dice che dalla 'coeistenza dobbiamo passare alla liberta' degli Stati di rivendicare la propria sovranità nelle scelte agricole e alimentari. Oggi finalmente risulta libero il campo per decisioni degli Stati che intendono far valere la scelta di qualità di identità e tradizione. Per l'Italia e tutto il made in italy - conclude Masini - la scelta è obbligata: la strada è quella tracciata dalle richieste dei consumatori che a gran voce considerano i prodotti Ogm meno salutari". 02 marzo 2010 "La Repubblica"

Le biotecnologie devono avvantaggiare i contadini poveri dei paesi in via di sviluppo

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Nella Conferenza in corso in Messico si fa il punto sulle applicazioni convenzionali delle biotecnologie nell’alimentazione e nell’agricoltura

Guadalajara (Messico), 1 marzo 2010 - L'obiettivo delle biotecnologie moderne e convenzionali dovrebbe essere riorientato, così da riuscire a portare benefici ai contadini poveri dei paesi in via di sviluppo e non solo ai contadini ricchi dei paesi sviluppati, ha affermato oggi la FAO.

"Le biotecnologie moderne e convenzionali offrono al settore agricolo, ma anche a quello ittico e forestale, strumenti potenti", ha dichiarato Modico Traoré, Vice Direttore Generale della FAO intervenendo alla conferenza tecnica internazionale su "Le biotecnologie agricole nei paesi in via di sviluppo", che si volge in questi giorni a Guadalajara, in Messico.

"Le biotecnologie però non hanno finora avuto un impatto positivo sulle condizioni di vita delle popolazioni della maggior parte dei paesi in via di sviluppo", ha aggiunto Traoré. "Attualmente nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo mancano le tecnologie appropriate, le politiche, le capacità tecniche e le infrastrutture necessarie per il loro sviluppo".

Nella conferenza di Guadalajara si stanno analizzando le biotecnologie nei differenti settori agricoli ed alimentari dei paesi in via di sviluppo e valutando successi e fallimenti passati. L'incontro non è incentrato sugli organismi geneticamente modificati (OGM).

Secondo la FAO le innovazioni biotecnologiche possono contribuire in modo significativo a far raddoppiare la produzione alimentare per l'anno 2050 ed affrontare le incertezze del cambiamento climatico. "Negli ultimi decenni, il campo delle biotecnologie ha fatto enormi passi avanti ed ha prodotto numerose innovazioni, principalmente in campo farmaceutico, ma parzialmente anche in quello agricolo", ha affermato Traoré.

Tra le innovazioni apportate in campo agricolo vi sono riuscite varietà ibride di riso in Africa che hanno fatto raddoppiare la produttività, l'impiego dell' inseminazione artificiale per incrementare la produzione di latte dei bovini in Bangladesh e l'uso di metodi basati sul DNA per individuare le malattie dei gamberetti in India.

Ma la maggior parte delle biotecnologie non possono essere sfruttate a pieno perché "l'enfasi è stata posta solo sugli organismi geneticamente modificati, mettendo in secondo piano tutte le altre biotecnologie e il loro potenziale contributo all'agricoltura. Inoltre la sinergia tra pubblico e privato deve ancora essere del tutto sviluppata".

La FAO ha sollecitato un nuovo approccio alla ricerca in campo agricolo ed allo sviluppo che sostenga un più ampio e saggio uso della biodiversità agricola per promuovere lo sviluppo ed incrementare la sicurezza alimentare.

"Le nuove tecnologie dovrebbero dare il loro contributo anche tramite un incremento dell'efficienza ed una migliore gestione dei fattori produttivi e della biodiversità. Questo richiederà un maggiore coinvolgimento dei contadini, delle istituzioni e delle comunità locali. Saranno inoltre necessari altri fattori quali politiche favorevoli, sostegno istituzionale, investimenti in capitale umano e fisico e nella costruzione delle capacità a livello di paese. La FAO incentra la sua attività nel sostegno ai piccoli contadini allo scopo di aumentare in modo sostenibile la produzione agricola, incrementare l'accesso ai mercati e migliorare le condizioni di vita", ha detto Traoré.

La comunità internazionale deve avere un ruolo chiave nel sostenere i paesi in via di sviluppo promuovendo partenariati, fornendo un quadro regolamentare per la cooperazione internazionale e supporto finanziario per la creazione, l'adattamento e l'adozione di biotecnologie appropriate.

01/03/2010

Bioteconologie agricole nei Paesi in via di sviluppo

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Si terrà a Guadalajara (Messico), dall'1 al 4 marzo 2010, la Conferenza tecnica della FAO sulle Bioteconologie agricole nei Paesi in via di sviluppo.

I Paesi in via di sviluppo sono attualmente esposti ad una crescente insicurezza alimentare, esacerbata dal cambiamento climatico, che farà peggiorare le condizioni di vita di milioni di persone.

Nella conferenza si farà il punto su come le biotecnologie agricole possano contribuire ad aiutare i paesi in via di sviluppo e si esploreranno opportunità e partenariati che rafforzino la capacità dei paesi in via di sviluppo di scegliere ed usare biotecnologie appropriate.

La conferenza non è focalizzata sugli organismi geneticamente modificati (OGM), ma coprirà ogni tipo di biotecnologie, di tutti i settori alimentari ed agricoli: coltivazioni, foreste, zootecnia, pesca ed acquicoltura, agroindustria. Secondo la FAO è fondamentale che lo sviluppo delle biotecnologie agricole risponda anche ai bisogni dei piccoli contadini, dei pescatori e delle persone che dipendono dalle foreste nei paesi in via di sviluppo, minacciati da insicurezza alimentare e cambiamento climatico.

Le biotecnologie agricole possono essere applicate per una serie di scopi differenti: per il miglioramento genetico delle varietà vegetali e delle popolazioni animali per incrementarne la resa o l’efficienza; per la caratterizzazione e la conservazione delle risorse genetiche delle colture, di quelle animali, forestali ed acquatiche; per la diagnosi di malattie di piante ed animali; per lo sviluppo di vaccini; e per il miglioramento dei mangimi animali. Tuttavia, il dibattito sulle biotecnologie si è finora per lo più focalizzato sugli organismi geneticamente modificati ed ha trascurato altre biotecnologie, molte delle quali potrebbero essere molto importanti per l’alimentazione e per l’agricoltura dei paesi in via di sviluppo.

Poiché la ricerca nelle biotecnologie agricole è svolta principalmente dal settore privato dei paesi ricchi, i prodotti che vengono sviluppati mirano a soddisfare le esigenze degli agricoltori dei paesi sviluppati. A questo riguardo la FAO sostiene che sia necessario un cambio di direzione, che metta al centro i piccoli contadini dei paesi in via di sviluppo.

La conferenza è ospitata dal Governo messicano e co-sponsorizzata dal Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD). Sono partner importanti il Gruppo consultivo per la Ricerca Agricola Internazionale (CGIAR), il Forum Mondiale per la Ricerca Agricola (GFAR), il Centro Internazionale per l’ingegneria genetica e le biotecnologie (ICGEB) e la Banca Mondiale. Inoltre organizzano sessioni parallele alla conferenza diverse organizzazioni intergovernative e non governative, e forum regionali, tra cui la Conferenza ONU per il Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD), l’Organizzazione per la Proprietà Intellettuale Mondiale (WIPO), l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), Oxfam International, l’Associazione delle Istituzioni di Ricerca Agricola dell’Asia-Pacifico (APAARI) ed il Forum per la Ricerca Agricola in Africa (FARA).

22 febbraio 2010

Lo spirito imprenditoriale delle donne contadine delineerà le economie rurali di domani

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Si è concluso oggi l’incontro del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) con un rinnovato appello dei Paesi Membri ad investire nei piccoli agricoltori per accelerare il processo per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio entro il 2015.

All’apertura dell’incontro, il Presidente dell’IFAD, Kanayo F. Nwanze, ha affermato che è tempo di “incoraggiare gli imprenditori – piccoli e grandi – ad investire nell’economia rurale e a stabilire forti rapporti tra economie rurali e urbane”.

Nel suo messaggio, il Segretario-Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha ricordato al Consiglio che per una sicurezza alimentare diffusa e duratura, è necessario “dare preminenza all’interesse delle donne, che dividono il loro tempo tra la produzione, trasformazione e il marketing degli alimenti, la cura dei bambini e la gestione del bilancio familiare”.

I discorsi e i dibattiti della due-giorni hanno a più riprese sottolineato come l’investimento nelle donne sia una spinta fondamentale per la crescita economica e la sicurezza alimentare.

Per la prima volta, i 165 Paesi Membri dell’IFAD si sono incontrati per il loro incontro annuale nella sede di Roma. Un panel di esperti - Dalle risoluzioni dei summit ai campi degli agricoltori: cambiamento climatico, sicurezza alimentare e agricoltura su piccola scala – ha dato vita ad un dibattito vivace e partecipativo circa l’importanza di cambiare la percezione di governi, società civile e settore privato affinchè i piccoli agricoltori siano trattati come delle piccole imprese.

Il dibattito ha posto l’accento sulla centralità del ruolo della donna nelle società rurali e su come offrire loro il giusto sostegno. “Le donne sono vincenti negli affari perché hanno la capacità di aspettare che quanto hanno piantato cresca,” secondo quanto affermato da Taher, una delle 100 donne più potenti al mondo nella classifica di Forbes del 2009.

Jim Clancy, anchor della CNN e moderatore del panel ha aggiunto “Se vuoi tramandare o insegnare qualcosa, insegnalo ad una donna e lei lo insegnerà ai suoi bambini e alle persone che la circondano.” leggi intero articolo

18 febbraio 2010

Programma di intervento agricolo di 700 milioni di dollari

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Port-au-Prince - Haiti - Piano del governo per affrontare alimentare, senzatetto e protezione dagli uragani. - La FAO fa appello ai donatori internazionali affinché sostengano un piano d'investimento di 700 milioni di dollari nel settore agricolo elaborato dal governo di Haiti per riparare le infrastrutture danneggiate dal terremoto, stimolare la produzione alimentare e creare occupazione per le persone che stanno abbandonando la capitale Port-au-Prince. Il programma speciale, redatto dal Ministero dell'Agricoltura, delle Risorse Naturali e dello Sviluppo Rurale haitiano fornisce specifici criteri guida per gli aiuti internazionali nel settore nei prossimi 18 mesi, e rappresenta uno dei capisaldi della strategia del governo per la ricostruzione del paese dopo il sisma del 12 gennaio scorso. La FAO e l'Istituto inter-americano per la cooperazione agricola hanno firmato un accordo con il Ministero per sostenere il piano del Governo. La FAO guida il gruppo di coordinamento delle Nazioni Unite e delle organizzazioni non governative partner che operano nel settore dell'agricoltura. Il 27 gennaio si è tenuta una riunione nella Repubblica Dominicana a cui hanno partecipato Joanas Gué, Ministro haitiano dell'agricoltura ed il suo corrispettivo della Repubblica Dominicana, Salvador Jiménez, insieme a rappresentanti delle organizzazioni internazionali d'aiuti.

Situazione alimentare fragile già prima del sisma - "La situazione alimentare di Haiti era già molto fragile prima del terremoto ed il paese era fortemente dipendente dalle importazioni alimentari", dice Alexander Jones, responsabile della risposta d'emergenza della FAO ad Haiti. "Con l'esodo di persone verso le zone rurali, la crescita del settore agricolo è adesso diventata una priorità urgente ed il piano del governo haitiano fa un buon lavoro nell'indicare le priorità immediate". Prima del sisma circa il 60 per cento degli haitiani viveva in aree rurali estremamente povere, con l'80 per cento della popolazione che sopravviveva sul filo della povertà con meno di due dollari al giorno. Nel suo piano programmatico il governo haitiano stima che servano circa 32 milioni di dollari adesso per comprare urgentemente sementi, attrezzi e fertilizzanti in modo da mettere i contadini nelle condizioni di avviare la semina in marzo per la stagione primaverile, che di solito copre circa il 60 per cento della produzione agricola di Haiti.

Danneggiata la raffineria di zucchero - Tra gli interventi a breve termine previsti nel piano vi sono la riparazione della raffineria di zucchero di Darbonne, vicino Léogane, danneggiata dal terremoto, la protezione dei bacini idrografici, la riforestazione, la ricostruzione ed il rinforzo degli argini fluviali crollati e dei canali d'irrigazione danneggiati, e la riattivazione di 600 km di strade. Il governo ha anche raccomandato l'acquisto di migliaia di tonnellate di sementi di cereali, di legumi e di verdura, prodotti in loco ed all'estero, attrezzi agricoli e fertilizzanti, e sostegno al settore zootecnico per un periodo di 18 mesi. Tra le altre priorità vi sono il rilancio di un programma che incoraggi la semina di nutritive patate dolci in tutti e 10 i dipartimenti amministrativi di Haiti e la costruzione di strutture per l'immagazzinamento e la conservazione di prodotti e sementi, in modo che il paese sia meglio attrezzato ad affrontare la prossima stagione di uragani. La FAO inizierà le sue attività, in linea con le priorità indicate dal governo haitiano, con i fondi ricevuti da Spagna, Belgio, Brasile, Canada e con i fondi propri dell'agenzia. Nel settembre 2008 il settore agricolo ad Haiti aveva subito gravi danni a causa di una serie consecutiva di cicloni ed uragani, da cui ampie zone del paese non si sono ancora riprese.

29 gennaio 2010

Haiti - La ricostruzione post-terremoto parte dal settore agricolo

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La priorità è l’imminente stagione di semina primaverile, mentre in migliaia abbandonano la capitale ed aumentano i prezzi alimentari. Il Direttore Generale della FAO, Jacques Diouf, ha dichiarato oggi che, con le prime operazioni di soccorso ormai avviate, l'impegno locale ed internazionale di ricostruzione deve dirigersi anche verso la produzione alimentare e la ripresa agricola.
Occorre dare immediato sostegno ai contadini haitiani prima dell'imminente stagione di semina primaverile che inizia in marzo, ha detto Diouf. Il consumo di cereali di Haiti è stimato nell'ordine di un milione di tonnellate, delle quali circa il 63 per cento proviene dalle importazioni.
"La priorità è fornire alla popolazione sementi, fertilizzanti, foraggio e vaccini per il bestiame ed attrezzi agricoli", ha aggiunto.
E' di vitale importanza incrementare la produzione locale di sementi di qualità e preparare fertilizzanti appropriati alle diverse coltivazioni e zone produttive dell'isola.

In migliaia abbandonano la capitale. "E' urgente che si intervenga in questa direzione alla luce del fatto che migliaia di persone stanno abbandonando la devastata capitale Port-au-Prince verso le zone rurali, e che i prezzi alimentari sono in rialzo", ha detto il Direttore Generale della FAO.
"Queste persone devono poter disporre dei mezzi necessari per sopravvivere e trovare attività che generino reddito".
Circa il 53 per cento della popolazione di Haiti vive in aree rurali, mentre il rimanente 47 per cento in aree urbane.

L'importanza della stagione di semina primaverile. La stagione di semina primaverile, che dura sino a maggio, rappresenta il 60 per cento della produzione nazionale haitiana. Con vitali infrastrutture agricole, quali i depositi per l'immagazzinamento e i canali per l'irrigazione, seriamente danneggiati, per la prossima stagione produttiva gli agricoltori haitiani hanno bisogno di tutto l'aiuto necessario.
La FAO dispone di programmi per incrementare la produzione alimentare del valore di 49 milioni di dollari, resi disponibili da diversi donatori tra i quali l'Unione Europea, il Fondo Internazionale per lo sviluppo agricolo, la Banca Mondiale, la Francia, il Canada, la Spagna, l'Austria, il Brasile ed il Belgio.
Questi programmi comprendono, tra l'altro, la moltiplicazione e la distribuzione di appropriate sementi di alta qualità su cui i contadini poveri possano contare ed anche la distribuzione di fertilizzanti ed attrezzi agricoli.
I programmi del governo e della FAO lo scorso anno hanno aiutato ad incrementare la produzione agricola nazionale del 15 per cento e permesso di ridurre il numero delle persone malnutrite.

Prezzi alimentari in rialzo. Nel frattempo sia a Port-au-Prince che altrove stanno aumentando i prezzi delle derrate a causa della generale scarsezza di cibo e combustibile, dei danni subiti dalla catena alimentare, dalle strutture per l'immagazzinamento e dal porto, con grave minaccia per tutta la popolazione povera di Haiti.
"Il sisma ha colpito la parte occidentale e meridionale dell'isola, ma la catastrofe è nazionale", ha detto Diouf. "Per evitare che questo disastro urbano diventi anche una tragedia rurale è decisivo che si riesca a salvare la prossima stagione agricola".
La FAO ha al momento sul campo 73 esperti e personale, numero che aumenterà nei prossimi giorni per sostenere il governo haitiano ed il Ministero dell'Agricoltura che hanno subito grossi danni e perduto personale. La FAO ha dispiegato esperti per valutare l'impatto del sisma sul settore agricolo ed i danni subiti dalle infrastrutture rurali.

Roma, 21 gennaio 2010 - (FAO)

E' la grande distribuzione organizzata la fonte degli sprechi

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«Sulla questione del pane buttato i panificatori artigianali sono l'anello debole della catena, in quanto scontano l'approccio consumistico dato dalla Gdo». Così il presidente della Federazione italiana panificatori, Luca Vecchiato, ha risposto in riferimento alle notizie dei quintali di pane buttati via ogni giorno a Milano perché invenduto. «Ma la questione fondamentale è economica oltre che etica e culturale», ha proseguito il presidente.

«La Gdo è il maggior centro di spreco di pane e nonostante questo non ci rimette un euro, secondo una politica di acquisto e vendita da padre padrone. La Gdo pretende infatti che i suoi fornitori (i panificatori artigianali) consegnino pane fresco in abbondanza, per avere gli scaffali sempre pieni sino all'ora di chiusura quando - per contratto - il panificatore è costretto a ritirare l'invenduto a prezzo pieno e a buttare il pane. Oltre a ciò il panificatore paga il contributo fiscale come se il pane fosse venduto: una beffa che nei panifici si misura entro margini limitati ma che aumenta a dismisura quando entra in gioco la fornitura alla Grande distribuzione». La Federazione ha stimato, infatti, che il pane reso a causa delle politiche di vendita della Gdo può arrivare a quote più elevate di quanto avviene nei panifici artigiani. «Una dinamica da cane che si morde la coda, da fermare in parte attraverso una nuova messa a sistema di iniziative solidali. Siamo i primi a renderci disponibili a collaborare con organizzazioni come Il Banco Alimentare, associazioni esperte in "logistica della solidarietà" con cui si potrebbero riunire in serata le rimanenze produttive dei panificatori artigianali».

5 Gennaio 2010 (Leggi articolo)

Milano butta via ogni giorno 180 quintali di pane

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Soffocati da una montagna di pane. Bocconcini, sfilatini, michette. Poi arabi, tartarughe, francesini, baguette, ciabatte, filoncini, coppie, crostini e rosette. Fino alla nausea, fino a non poterne più. Al punto da gettare tutto nel sacco nero dopo aver soddisfatto l’ennesimo sfizio. È questa la fine del pane a Milano.

I fornai della Madonnina stimano in 5.250 i quintali buttati al mese in città, poco meno di 180 al giorno. Come dire: ogni milanese rovescia nella spazzatura quattro etti di pane al mese. Ipotizzando livelli di spreco uguali nel resto del Paese, in Italia sarebbero 24.230 le tonnellate di pane che ogni trenta giorni finiscono nella spazzatura.

Alla faccia della crisi. E del miliardo di persone che, secondo la Fao, soffrono la fame nel mondo. «Bando ai falsi moralismi. Il nostro sistema di produzione, distribuzione e consumo rende inevitabili gli sprechi di molti altri prodotti deperibili. Pensiamo alle enormi quantità di pomodori o arance che vengono distrutte», fa riflettere Sandro Castaldo, ordinario di Marketing all’università Bocconi di Milano. Ma torniamo nelle panetterie milanesi. «Il problema del pane buttato si aggrava di giorno in giorno perché i consumatori sono sempre più esigenti.

Leggi l'intero articolo di Rita Querzé (Corriere della sera)

Milano 03 gennaio 2010

Pane e alfabeto

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Pane e alfabeto per la dignità degli ultimi.

Rilanciamo con piacere il comunicato e l'invito a partecipare di tre nostri vecchi amici, che con la loro iniziativa ci danno un messaggio chiaro e un "assaggio" del cibo che alimenta uomo libero e società civile:

"IL 6 GENNAIO, DALLE 10 ALLE 14, IN PIAZZA NETTUNO A BOLOGNA, VENDEREMO PANE E SCAMBIEREMO LIBRI E PAROLE DELLA COSTITUZIONE ITALIANA. POTRETE ANCHE DONARE FRANCOBOLLI, CARTA DA LETTERA, PRODOTTI PER L’IGIENE PERSONALE...

Bologna è la nostra città. Una città ancora civile, una comunità non ancora disgregata ma che vive in sé le contraddizioni dell'oggi. Fatta di grandi slanci di solidarietà, di compassione. Una città di “compagni”, da sempre. Cum-pànis in latino: con pane, “partecipe dello stesso vitto”. Una comunità abituata a condividere. Ma anche, e sempre più, una città fatta di piccoli e grandi egoismi, egocentrismi, meschinità. Mentre, tra paure e speranze, è trascorso il Natale ed è arrivato il nuovo anno, vorremmo riflettere con i nostri concittadini sull'origine e la natura del nostro ben-essere. Riflettere su noi stessi e su chi vive accanto a noi: guardarci allo specchio per vedere gli altri. Uno specchio in grado di riflettere, appunto, la civiltà e le qualità essenziali di una comunità: il nostro rapporto con gli ultimi, gli emarginati, i rinnegati. Per questo invitiamo i nostri concittadini a condividere, nei prossimi giorni, una iniziativa di solidarietà rivolta alle donne e agli uomini che, per vari motivi, passeranno questa ed altre “festività” all'interno del carcere della Dozza o nei centri di detenzione per “clandestini”. Si discute spesso di radici culturali, di storia e di memoria.

Bologna è la città del sindaco del pane, Francesco Zanardi. Un primo cittadino che, all'inizio del Novecento, aveva un progetto preciso: dare a tutti i cittadini “pane e alfabeto”. (Era il dicembre del 1915 quando pronunciò queste parole: “Fra i prodotti che debbono essere sottratti ad ogni speculazione mettiamo in prima linea il pane quotidiano; già l'invocazione mistica dei credenti e l'affermazione proletaria dei diritti al pane, affermano la necessità che questo elemento sia distribuito a tutti sano, igienico, abbondante; e la preparazione del pane, che ha un grande valore fisiologico ed una grande importanza politica deve costituire un servizio pubblico. Con questa parola s'intende una organizzazione che deve servire ai cittadini di ogni fede e di ogni classe, e siamo contrari a coloro che vorrebbero restringere la distribuzione del pane, preparato dal Comune, soltanto a qualche ristretta categoria di persone, ché invece siamo fautori della libertà più assoluta per il cittadino anche più ricco di fare acquisto negli spacci pubblici, così come si sale liberamente sul tram senza presentare nessun certificato di stato civile”).

Il pane e l'alfabeto: ingredienti essenziali della dignità delle persone. Insieme al pane vorremmo scambiare con i nostri concittadini le parole dei libri e della Costituzione italiana: simbolo, sigillo e garanzia di una comunità che possa definirsi umana e consapevole. Ovvero civile".

(Mattia Fontanella, Riccardo Lenzi, Roberto Morgantini)

Bologna, 3 gennaio 2010

SETE - L'acqua nel Sud del mondo tra emergenze e diritti umani

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Inaugurata a Bologna in concomitanza con la conferenza su "Acqua, cambiamenti climatici, sicurezza alimentare. Quali prospettive per il Sud del mondo?", tenutasi presso la Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio, la mostra SETE - L’Acqua nel Sud del mondo tra emergenze e diritti umani, di L. Nadalini.

La mostra fotografica del bolognese Luciano Nadalini si interroga su gravi questioni che sembrano finora soltanto sfiorare il mondo occidentale. I cambiamenti climatici mettono a dura prova ecosistemi già profondamente colpiti, dove conflitti e mancanza di risorse sono aspetti drammatici di una questione politica ed economia che non riguarda solo il Sud del mondo. Una importante testimonianza e un contributo allo sviluppo di una maggiore sensibilità per l'utilizzo pubblico delle risorse idriche.

Luciano Nadalini, classe 1951, nel 1986 fonda con Gilberto Veronesi lo Studio Camera Chiara e collabora con l’Unità di Bologna. I suoi reportage l’hanno portato in Palestina, Paesi Baschi, Israele, Canada, Kurdistan, Iraq, Sahara Occidentale, Burundi, Angola, Colombia, Honduras, Nicaragua ed ex-Jugoslavia.

La mostra è visitabile fino al 9 gennaio 2010, presso la "Manica Lunga" al primo piano del Palazzo Comunale, in Piazza Maggiore, 6 - Bologna.

Bologna 18 dicembre 2009

Risorsa Acqua

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La fallimentare esperienza delle politiche liberiste, che sono tra le cause prime dell'attuale crisi globale, non sembra aver insegnato nulla ai governanti italiani. Così come, per quanto attiene l'acqua, non si è voluto tenere in conto le esperienze negative degli altri paesi, da ultimo testimoniate, in Francia, dal caso di Parigi che ha deciso di abbandonare la privatizzazione per tornare ad amministrare pubblicamente questa fondamentale risorsa. Mentre in Italia le parziali privatizzazioni portate avanti in alcune realtà hanno sempre comportato un aumento dei costi di gestione e delle tariffe e benefici nulli per quanto riguarda la riduzione degli sprechi e le perdite degli acquedotti.

Giovedì della scorsa settimana il Parlamento ha approvato l'ennesimo Decreto del Governo che, insieme ad altre svariate norme, contiene anche la riforma dei servizi pubblici locali, compresa la privatizzazione dell'acqua. Con la legge che privatizza l'acqua si avalla la mercificazione di un patrimonio prezioso, di un bene comune il cui utilizzo dovrebbe rispondere a precisi criteri di utilità pubblica. La fallimentare esperienza delle politiche liberiste, che sono tra le cause prime dell'attuale crisi globale, non sembra aver insegnato nulla ai governanti italiani.

Leggi l'intero atrticolo di Renzo Penna

28 novembre 2009

Libera a Ministri UE

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Far pagare la crisi alle mafie: e' lo slogan della campagna organizzata dall'associazione Libera Contro le Mafie e da Flare Network, la sua costola internazionale, che lunedi' presidieranno la sede del Consiglio a Bruxelles per chiedere ai ministri dell'Interno dei 27 di includere nel programma di Stoccolma il modello della confisca e del riutilizzo sociale dei beni. Durante il presidio i militanti di Flare insceneranno una partita di Confiscopolis, un Monopoli della confisca a grandezza naturale: vince chi riesce a confiscare piu' beni della criminalita' organizzata e riciclare soldi sporchi in attivita' socialmente utili.Il presidio del 1 dicembre, si legge in un comunicato, e' il primo atto di una campagna internazionale per fare della confisca e del riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalita' organizzata una realta' recepita dalle legislazioni di tutti i paesi europei.

(ANSA) - BRUXELLES, 27 NOV -

Terra Madre Day (festeggiare mangiando locale)

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Slow Food Lancia in tutto il mondo il Terra Madre Day che si festeggerà per la prima volta il prossimo 10 dicembre 2009.

I festeggiamenti per la Giornata di Terra Madre focalizzeranno l'attenzione sull'importanza di "mangiare locale" e sul diritto di tutte le comunità a rivendicare e assicurarsi:

Accesso a un cibo buono, pulito e giusto
L'approccio di Slow Food all'agricoltura, alla produzione alimentare e alla gastronomia si basa su un'idea di qualità del cibo definita da tre princìpi correlati fra loro: buono, pulito e giusto. Buono: una dieta quotidiana fresca e saporita che soddisfi i sensi e faccia parte della nostra cultura locale; pulito: prodotto senza danneggiare l'ambiente o la salute dell'uomo; giusto: che garantisca ai produttori condizioni e guadagni equi e ai consumatori prezzi accessibili. Slow Food lavora per difendere il diritto di tutti a un cibo buono, pulito e giusto e sottolinea che piacere e responsabilità devono andare di pari passo.

Biodiversità agricola e alimentare
Nel secolo passato abbiamo perso oltre l'80% della biodiversità alimentare: un terzo delle specie bovine, ovine e suine autoctone sono oggi estinte o in pericolo di estinzione; 300.000 specie vegetali sono estinte e continuiamo a perderne una ogni sei ore. Slow Food è impegnato nella salvaguardia di cibi, metodi di coltivazione e lavorazioni di qualità, sostenibili e tradizionali, nella difesa della biodiversità delle varietà coltivate e selvatiche, nella salvaguardia delle razze animali autoctone.

Produzione alimentare di piccola scala
Il sistema iper-produttivo basato sull'agricoltura industriale e sulla globalizzazione ha fallito. Non ha nutrito il pianeta - oggi un miliardo di persone è privo del minimo per sopravvivere -, ha inquinato la terra e l'acqua, ha distrutto l'identità culturale di intere popolazioni e ridotto drasticamente la biodiversità. La produzione alimentare di piccola scala, basata sulle comunità locali, serba saperi capaci di mostrarci la via verso un futuro migliore. L'approccio migliore all'agricoltura e alla pesca, soprattutto nelle regioni più povere del pianeta, rispetta le culture locali e si basa sulla saggezza delle comunità locali.

Sovranità alimentare
Tutti i popoli devono essere in condizione di preservare la capacità e la libertà di decidere cosa coltivare, come trasformarlo e di cosa nutrirsi quotidianamente. Specialmente nei paesi in via di sviluppo, mantenere le tradizioni e i saperi agricoli è di vitale importanza per la salute delle comunità e delle culture. I piccoli agricoltori stanno perdendo rapidamente la terra destinata alla produzione locale - riconvertita per i prodotti da esportazione e per la produzione di biocarburante - così come il loro bene più prezioso: i semi. Comprando i semi dalle compagnie che brevettano le varietà più produttive, abbandonano le colture tradizionali a vantaggio di quelle che richiedono un uso massiccio di fertilizzanti e pesticidi, e che sono destinate all'esportazione o alla produzione di foraggio. L'educazione è cruciale per promuovere la sovranità alimentare.

Conoscenza delle lingue, delle culture e delle tradizioni
Tutti i popoli devono avere la possibilità di salvaguardare la loro lingua, la loro cultura e i loro saperi tradizionali. Abbiamo coniato l'espressione "comunità del cibo" per descrivere una nuova idea di economia locale basata su cibo, agricoltura, tradizione e cultura. Sottolineando l'importanza delle comunità del cibo e del lavoro fondamentale che svolgono, restituiamo dignità culturale ai piccoli produttori e valorizziamo i loro saperi e le loro competenze. In questo modo aiutiamo anche le comunità indigene a tutelare la loro cultura e il loro stile di vita e a far sì che il loro bagaglio di conoscenze sia tramandato alle nuove generazioni. L'educazione è essenziale per garantire la diversità culturale.

Produzione alimentare responsabile verso l'ambiente
L'agricoltura e la pesca sono strettamente legate all'ambiente. Non possono essere trattate come settori dell'economia, soggetti alle leggi della domanda e dell'offerta. Dobbiamo far sì che la produzione alimentare elimini o riduca l'uso di sostanze chimiche, protegga la fertilità della terra e i nostri ecosistemi idrografici, elimini o riduca gli sprechi, promuova le fonti energetiche sostenibili.

Commercio equo e sostenibile
La giustizia sociale e il commercio equo si possono realizzare attraverso un sistema produttivo che rispetti i produttori, garantendo loro un giusto guadagno e al tempo stesso prezzi accessibili per i consumatori, rispettando la diversità culturale e le tradizioni. Una filiera alimentare breve è uno degli elementi chiave dell'agricoltura sostenibile. Le reti del cibo locali limitano l'impatto ambientale grazie alla riduzione dei trasporti, valorizzano la produzione locale e contribuiscono a preservare la cultura alimentare di ogni regione. Inoltre, riducendo il numero di passaggi intermedi, è possibile ottenere condizioni economiche eque sia per i produttori sia per i consumatori.

Vedi tutte le informazioni, dettagli e modi possibili per aderire all'iniziativa.
27 novembre 2009

Aspettando il Vertice

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IN VISTA DEL VERTICE SULLA SICUREZZA ALIMENTARE A ROMA DAL 16 AL 18 NOVEMBRE 2009

La Fao: un miliardo di clic per dire basta alla fame nel mondo
Il dg Diouf lancia la petizione online sul sito www.1billionhungry.org: 5 secondi e un bimbo è morto

ROMA - «Uno, due, tre, quattro, cinque: ecco un bambino è morto di fame». Semplice, secco, senza musica né immagini. Solo Jacques Diouf davanti ad uno sfondo nero. Pochi secondi di video per lanciare sul sito www.1billionhungry.org, la petizione online per dire «I agree», «sono d'accordo, dico no alla morte per fame» che oggi, nel 2009, mette a rischio la vita di oltre un miliardo di persone in tutto il mondo.

LA CAMPAGNA - È il direttore generale della Fao a metterci la faccia. Diouf lancia l'iniziativa in vista del vertice mondiale sulla sicurezza alimentare che si terrà a Roma dal 16 al 18 novembre prossimo e che radunerà molti grandi della terra a parlare di sicurezza alimentare. Ma soprattutto di emergenza fame. «Con un solo clic - spiega Diouf - chiunque potrà registrare il proprio dissenso rispetto all'attuale situazione che vede oltre un miliardo di affamati nel mondo e ogni clic servirà come spinta ad agire per i nostri capi di Stato e di governo». L'obiettivo di Diouf è quello di ottenere un miliardo di adesioni, come gli affamati: «Sono sicuro riusciremo a raggiungerlo».

11 novembre 2009 "Corriere della Sera"

Appello di Diouf : eliminare la fame in tempi brevi

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Devono aumentare gli aiuti allo sviluppo destinati all’agricoltura

Roma, 16 ottobre 2009 – Il Direttore Generale della FAO, Jacques Diouf, ha fatto appello oggi ai leader mondiali affinché si raggiunga “un largo consenso per l’eliminazione totale e rapida della fame”, quando converranno a Roma per il Vertice Mondiale sulla Sicurezza Alimentare di Capi di Stato e di Governo, che si terrà dal 16 al 18 novembre prossimo.

Nel suo discorso annuale per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, Diouf ha anche sollecitato i leader mondiali ad incrementare gli aiuti esteri allo sviluppo del 17 per cento, il livello che avevano nel 1980, rispetto all’attuale cinque per cento..

Il tema della Giornata Mondiale di quest’anno è “Conseguire la sicurezza alimentare in tempi di crisi”.

Diouf ha poi detto che l’attuale crisi economia – che ha fatto salire il numero delle persone che soffrono la fame di 105 milioni - è “ senza precedenti”, perché si è sommata alla crisi mondiale dei prezzi alimentari del 2008. È arrivata inoltre in un momento in cui “in alcuni paesi, i prezzi di alcuni prodotti erano ancora al picco raggiunto nel 2007”, citando il caso del riso a Sri lanka, in Myanmar, in kenya ed Ecuador, il miglio ed il sorgo in Burkina Faso, Mali e Niger ed il grano in Bolivia e Pakistan.

“L’ammontare di 44 miliardi di dollari di aiuti ufficiali allo sviluppo che dobbiamo dedicare allo sviluppo agricolo è molto poco se paragonato ai 365 miliardi di dollari spesi nel 2007 a sostegno delle agricoltura dei paesi ricchi, ai 1,340 miliardi che si spendono ogni anno nel mondo in armamenti ed alle migliaia di miliardi di dollari raccolti in breve tempo nel 2008-2009 per puntellare il settore finanziario”, ha aggiunto il Direttore Generale della FAO.

I paesi donatori ricchi, i paesi in via di sviluppo e le istituzioni per gli aiuti devono adesso tutti puntare su politiche che assistano l’oltre un miliardo di persone che soffrono la fame.

“C’è tutta una serie di problemi fondamentali che devono essere risolti, come ad esempio la governance. Il sistema di governance della sicurezza alimentare mondiale è inefficiente e non è ben coordinato per riuscire ad affrontare la crisi alimentare e le nuove sfide che si dovranno affrontare in futuro. La riforma in corso della Commissione per la Sicurezza Alimentare rappresenta una reale opportunità per rafforzarla e renderla più efficiente ed efficace come base per un Partenariato Mondiale su Agricoltura e Sicurezza Alimentare”.

C’è motivo per ben sperare. Il Ghana, il Malawi, il Mozambico, l’Uganda, il Vietnam, la Tailandia e la Turchia negli ultimi cinque anni hanno tutti ridotto in modo significativo il numero delle persone sottonutrite, ha fatto notare Diouf. “Questo significa che sappiamo cosa deve essere fatto e come va fatto. Programmi, progetti e piani esistono già, sono semplicemente in attesa della volontà politica e delle risorse per diventare oprativi”.

Nel suo messaggio Papa Benedetto XVI, che ha assicurato la sua partecipazione al Vertice di novembre sulla sicurezza Alimentare, ha esortato “la comunità internazionale e le sue istituzioni ad intervenire in modo più appropriato e deciso”.

“È mio vivo auspicio che queste azioni favoriscano un tipo di cooperazione che protegga i metodi agricoli specifici di ciascuna regione e che eviti uno sconsiderato spreco di risorse naturali”, ha poi aggiunto nell’intervento letto da Mons. Renato Volante, osservatore permanente della Santa Sede presso la FAO. “Auspico anche che questa cooperazione preservi i valori delle popolazioni rurali ed i diritti fondamentali di coloro che lavorano duramente la terra”.

Ha poi aggiunto che l’accesso al cibo è un diritto fondamentale dell’umanità e che “il dramma” della fame può essere eliminato soltanto “rimuovendo le cause strutturali”ed investendo nello sviluppo agricolo dei paesi in via di sviluppo.

Genuino Clandestino

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Sani, biologici, nostrani ma fuorilegge
Genuino Clandestino è la nuova campagna promossa dai produttori biologici del bolognese per denunciare la situazione paradossale delle norme igienico-sanitarie italiane in campo alimentare

Pane e prodotti da forno, vino, conserve, farine e granaglie, pasta fresca, uova, miele e prodotti da erboristeria: alcuni di questi beni venduti presso i mercati dei produttori biologici di Bologna sono illegali secondo gli attuali regolamenti sanitari nazionali. La legge italiana, infatti, impone a chiunque si occupa della trasformazione di prodotti alimentari di dotarsi di laboratori che rispettino determinati standard di dimensioni e materiali. Standard stabiliti tenendo in considerazione le grandi aziende agroalimentari, che però ignorano e dunque penalizzano le realtà contadine come quelle di Campi Aperti, legate a piccole produzioni biologiche, sane e di alta qualità, ma in difficoltà al momento di affrontare la spesa della messa a norma di un laboratorio.

Martedì 13 Ottobre alle ore 17.30 presso il mercato Vag 61 di Via Paolo Fabbri, Campi Aperti, l’Associazione per la Sovranità Alimentare dei contadini biologici di Bologna, presenta Genuino Clandestino, campagna per la libera lavorazione dei prodotti contadini. Una campagna che nasce per informare i cittadini riguardo a un insieme di norme ingiuste che, equiparando i prodotti contadini trasformati a quelli delle grandi industrie alimentari, li rende fuorilegge.

La campagna prevede una serie di iniziative ed eventi, incontri, proiezioni, dibattiti.In tutte questee occasioni si discuterà sul significato della campagna e si offrirà un assaggio dei prodotti clandestini.
A tutti quei prodotti di Campi Aperti che la legge bolla come “clandestini” – circa il 20 % di quelli venduti nei mercatini di Bologna – verrà inoltre applicato prima della vendita l’adesivo della campagna “Genuino Clandestino”. Con questo gesto di trasparenza nei confronti dei propri consumatori, i contadini di Campi Aperti ribadiscono la fiducia che nutrono nella genuinità dei propri prodotti, basata sul ciclo corto, sulla produzione biologica e sulla vendita diretta.

Per ulteriori informazioni, visitate il sito web di Campi Aperti o contattate Michela Potito. Tel. 347 4083255 email: info@campiaperti.org michela.potito@gmail.com

Bologna, 10 ottobre 2009

A rischio le ricchezze alimentari degli habitat naturali

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Assaggiamo il porcospino dalla coda a cespuglio

In tema di cibo, il più povero è spesso il più ricco. La zuppa di cipolle non è stata creata da nessun rinomato cuoco. E neanche la torta di mele.

Ma ora arriva la notizia che le remote tribù delle foreste tropicali o dei ghiacci polari sono le custodi di una vasta miniera di alimenti sani e nutrienti - molti dei quali con delle proprietà straordinarie - che le società più ricche possono solo invidiare.

Questa è una delle principali conclusioni di un libro uscito di recente, Indigenous People's Food Systems, co-edito dalla FAO e dal Centro per la Nutrizione e l'Ambiente delle Popolazioni Indigene della McGill University (CINE l'acronimo inglese). Come dice Barbara Burlingame, esperta FAO per la Nutrizione, le Valutazioni Alimentari e i Requisiti Nutritivi: "Questo libro testimonia l'abbondanza di conoscenze che è presente nelle comunità indigene, in diversi ecosistemi, e la ricchezza delle loro risorse alimentari."

Gli habitat naturali stanno scomparendo

La brutta notizia è che con la diminuzione degli habitat naturali selvatici, sotto la pressione delle esigenze economiche e degli stili di vita sempre più standardizzati dalla globalizzazione, questi generi alimentari locali stanno scomparendo velocemente - insieme con quei regimi alimentari che un tempo mantenevano le popolazioni indigene in forma e in salute.

Ciò nonostante, nella comunità Karen del Sanephong in Thailandia, vicino al confine con il Myanmar, i 661 abitanti hanno ancora la possibilità di scegliere tra ben 387 varietà diverse di cibo, tra cui i frutti della benincasa, i frutti dell'artocarpus e le "orecchie di Giuda" (auricularia), secondo i ricercatori autori del libro. La cucina locale presentava una varietà di specialità deliziose non facilmente reperibili nel proprio ristorante locale preferito, come la rana-toro colorata e il porcospino dalla coda a cespuglio.

La natura è indubbiamente stata generosa con i Karen, che dispongono di 208 diverse varietà di vegetali e 62 diversi tipi di frutta. Ma anche in zone desertiche ed inclini alla siccità, come il territorio abitato dalle tribù indigene Masai in Kenya, si registrano 35 diverse varietà di erbe, vegetali a foglia e frutta selvatica, mentre nei ghiacci del Canada Settentrionale, gli Inuit della Baia di Baffin vantano 79 tipi diversi di cibi selvatici, tra cui la carne di caribù e la foca ad anelli.

Solo quattro tipi di colture

Al confronto, le diete alimentari nei paesi occidentali industrializzati sono molto più limitate, dipendendo sostanzialmente solo da quattro colture commerciali - grano, riso, mais e soia - spesso consumate sotto forma di cibi lavorati o, se usati come foraggio per l'allevamento, come carne. Ancora più allarmanti sono le stime della FAO che mostrano come circa i tre quarti della diversità genetica che si trovava un tempo nelle colture agricole siano andati persi nell'arco dell'ultimo secolo.

I cibi tradizionali non solo hanno generalmente un buon sapore ma spesso contengono anche altissimi livelli di micronutrienti. A Mand, un paesino dell'isola micronesiana di Pohnpei, l'Utin Llap, una delle 26 varietà locali di banane contiene enormi quantità di Beta-Carotene - più efficace di ogni altro preparato farmaceutico nel combattere le carenze di Vitamina A.

Nelle 12 popolazioni indigene studiate nel libro, la percentuale di apporti alimentari energetici per adulto ottenuta dai cibi tradizionali varia dal 93% per gli Awajun del Perù, tra i quali l'obesità è praticamente inesistente, e il 27% per i 500 abitanti del villaggio di Mand, che oggi stanno invece affrontando una serie di problemi di salute legati alla dieta alimentare.

Disordini alimentari

"Il cambiamento da un'alimentazione basata sui cibi tradizionali ad una basata su cibi commerciali e semi-pronti, è spesso accompagnata da un aumento dei disordini alimentari come l'obesità, il diabete e l'alta pressione," afferma la Burlingame.

E' quindi importante preservare tali risorse, non solo per le popolazioni indigene stesse, ma anche in quanto importante riserva di biodiversità per tutti i paesi. Un primo passo, dice la Burlingame, è quello di espandere la ricerca su tali temi per capire meglio l'importanza di questi alimenti dal punto di vista nutrizionale. Le popolazioni indigene si sentono orgogliose dei loro cibi quando vengono a conoscenza di quanto unici e salutari possano essere. Un secondo passo è quello di aiutare tali popolazioni a trovare nuovi sbocchi commerciali, sia locali sia più lontani, non solo per la loro produzione alimentare, ma anche per le piante medicinali che spesso hanno in abbondanza.

Ma questo in parte potrebbe già star avvenendo. Tra gli Inuit, che hanno sviluppato una certa preferenza per la pizza surgelata, gli spaghetti e le bibite zuccherate, dieci anni fa il 31% delle calorie totali proveniva dai cibi tradizionali, mentre nel 2006 tale valore è arrivato al 41%. Il che indica un ritorno alla tradizione.

E in un futuro relativamente prossimo, quando si andrà al ristorante, la scelta potrebbe essere non più solo tra gastronomia nazionale o estera, ma anche una nuova alternativa: cucina indigena.

Roma, 7 settembre 2009 - FAO

Quadro Globale per i Servizi Climatici

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Il PAM - Programma Alimentare Mondiale e l'OMM - Organizzazione Metereologica Mondiale danno il via a una collaborazione sui dati climatici e metereologici, incrementando il volume di informazioni di cui l'agenzia per l'assistenza alimentare già dispone, per contribuire alla lotta contro la fame nel mondo.

Nei diversi paesi Il Programma Alimentare Mondiale (PAM) ha bisogno di analizzare i profili di sicurezza alimentare, i modelli metereologici, l'entità dei raccolti ed altri dati ancora per poter prevedere dove la prossima emergenza cibo si potrà verificare.

Parlando alla Conferenza mondiale sul Clima organizzata dall'OMM e svoltasi lo scorso mercoledì a Ginevra, il Vicedirettore esecutivo del Programma Alimentare Mondiale, Staffan de Mistura ha sottolineato che molti dei dati che l'ente usa vengono già forniti dall'Organizzazione Metereologica Mondiale e dai suoi membri.

In virtù di un Protocollo di Intesa firmato di recente, la collaborazione per la raccolta e l'utilizzo di dati sul campo sarà estesa grazie alla già ampiamente diffusa presenza del Programma Alimentare Mondiale (PAM).

In una conferenza stampa congiunta con il vice segretario generale dell'OMM Jeremiah Lengoasa, de Mistura ha spiegato che complessi dati metereologici vengono utilizzati per la predisposizione delle emergenze, per la riduzione del rischio di catastrofe e per la valutazione di vulnerabilità. Tutti questi sono altrettanti modi in cui il PAM aiuta le comunità e i governi ad evitare, adattarsi ed essere pronti agli impatti del cambiamento del clima.

“Il cambiamento climatico è un moltiplicatore di crisi” ha detto de Mistura, aggiungendo che nei paesi colpiti da conflitti e dall'effetto combinato della crisi finanziaria e del rincaro dei prezzi dei prodotti alimentari, il cambiamento del clima rende le cose ancora peggiori.

Questo, de Mistura lo sa molto bene. Per quasi due anni, prima di andare nello scorso mese di luglio al PAM come Vicedirettore esecutivo , era l'ufficiale in capo dell'ONU in Iraq – il Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell'ONU.

“C'erano continue tempeste di sabbia, causate dalla siccità e dalla desertificazione. La gente era già molto sofferente a causa di tutti i problemi in Iraq che noi tutti conosciamo bene – e le tempeste di sabbia rendevano una situazione difficile ancora peggiore,” ha ricordato de Mistura.

Il Programma Alimentare Mondiale supporta attivamente il Quadro Globale per i Servizi Climatici proposto dall'OMM -Organizzazione Metereologica Mondiale. E' un sistema che collegherà l'informazione scientifica proveniente dai diversi paesi di tutto il globo con la gente sul territorio che ne ha bisogno: contadini, governi locali, ONG e organismi internazionali come il Programma Alimentare Mondiale (PAM), a lavorare insieme per aiutare le economie a crescere adattandosi ai cambiamenti climatici.

Le cattive condizioni metereologiche causate dal cambiamento climatico, hanno un impatto diretto sulla sicurezza alimentare delle persone. Inondazioni, uragani, frane di fango, siccità ed altri eventi causati dalle condizioni del tempo distruggono colture, case e vite aumentando la fame tra le persone più povere del mondo.

GINEVRA – 4 settembre 2009 dal WFP World Food Programme

Terza Conferenza Mondiale sul Clima

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Incontro a Ginevra per esaminare il ruolo vitale delle informazioni e delle previsioni climatiche.

Con il cambiamento del clima che aggrava sempre di più l'incidenza delle condizioni del tempo e degli eventi atmosferici, l'agricoltura, una delle attività umane più legate al clima, dipende pesantemente da servizi metereologici efficienti, che sono vitali per adattarsi ai cambiamenti climatici e mitigarne gli effetti. Lo ha detto oggi un esperto della FAO.

"I costi economici connessi alle catastrofi naturali, compresi gli eventi climatici estremi, sono aumentati per l'agricoltura di 14 volte dal 1950," ha detto Alexander Mueller, Responsabile delle Risorse Naturali della FAO, parlando alla Terza Conferenza sul Clima (WCC) che si tiene in questi giorni a Ginevra.

Lo scopo della Conferenza di Ginevra è di definire un quadro internazionale per guidare lo sviluppo di servizi climatici e per raccordare previsioni e informazioni metereologiche scientifiche con la gestione del rischio climatico e con l'adattamento alla variabilità del clima. Il tema del WCC-3 è Previsioni e informazioni metereologiche per il processo decisionale: focalizzare l'attenzione sui progressi scientifici a scala stagionale e interannuale, tenendo conto delle previsioni pluridecadali.

Le sfide rappresentate degli impatti acuti e cronici delle condizioni metereologiche richiedono maggiore attenzione nel momento in cui l'agricoltura ha un ruolo sempre maggiore da svolgere per la fornitura di cibo, foraggi, fibre ed energia.

L'agricoltura è la principale fonte di sostentamento per il 70% dei poveri del mondo. Molti di questi sono piccoli contadini, pastori, pescatori e boscaioli, comprese le popolazioni indigene delle zone climatiche sensibili che sono particolarmente esposte alle fluttuazioni climatiche.

"Anche la gestione su piccola scala dei territori agricoli può trarre beneficio dai recenti progressi delle previsioni climatiche" ha detto Mueller.

Molti studi di casi hanno dimostrato i vantaggi delle strategie di adattamento localizzato collegate a informazioni climatiche attendibili, per migliorare la produzione di cibo, il reddito dei contadini e la sicurezza alimentare, ha detto.

L'agricoltura, la pesca e la pastorizia tradizionali si basano su conoscenze e pratiche che aiutano a salvaguardare il cibo e la diversità agricola, le importanti peculiarità terrestri e marittime, le fonti di sostentamento e la sicurezza alimentare. Nel mondo 10.000 culture e 6.900 lingue sono coinvolte in migliaia di sistemi di saperi tradizionali.

Tuttavia, una delle principali minacce ai sistemi tradizionali, oltre alla commrecializzazione agricola su larga scala, alle dinamiche demografiche, al cambiamneto del rapporto insediamento/sfruttamento dei territori, è rappresentato dagli impatti del cambiamento climatico.

Lavorare sulle condizioni metereologiche e sull'informazione e la previsione metereologica è perciò di importanza particolare per più di 2,5 miliardi di persone che dipendono per la loro sopravvivenza dall'agricoltura e dalle attività ad essa collegate.

Ginevra-Roma - 3 settembre 2009 - FAO

"Pedalando per Kyoto": due giorni in bici per imparare a consumare in modo consapevole e stare in forma”

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In bicicletta da Bologna a Kyoto in sole 48 ore. E’ il viaggio immaginario alla ricerca della sostenibilità proposto da “Pedalando per Kyoto”, una due giorni di eventi organizzati venerdì 18 e sabato 19 settembre nel capoluogo emiliano dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Bologna.

Le iniziative, che coinvolgeranno diversi luoghi della città a partire delle centralissime Sala Borsa, Piazza Maggiore e Piazza Nettuno, saranno dedicate agli stili di vita sani e sostenibili e ai consumi consapevoli e ruoteranno simbolicamente attorno alla bicicletta. Un mezzo di trasporto antico ma che parla al futuro. Simbolo della mobilità sostenibile e della possibilità di mantenersi naturalmente in forma.

Attraverso i “bicigeneratori” sarà possibile produrre energia con la fatica delle proprie gambe. Grazie alle pedalate di tanti volontari verrà percorso un simbolico viaggio a tappe da Bologna a Kyoto che consentirà di scoprire esperienze di sostenibilità da altri paesi del mondo. Da Kyoto ci si proietterà verso la prossima conferenza di Copenaghen attraverso un videobox che raccoglierà i videomessaggi che i cittadini intendono indirizzare ai leader che si riuniranno per discutere di cambiamenti climatici. Per tutta la durata della manifestazione sarà attiva una ciclofficina che permetterà di sottoporre le bici ad un check-up gratuito e alla marchiatura contro il furto. Il ricchissimo programma prevede un convegno nazionale dal titolo “Economia e Sostenibilità: la chiave per lo sviluppo futuro” che vedrà la partecipazione tra gli altri di Vandana Shiva e Antonio Cianciullo, lezioni di educazione stradale per mini ciclisti e famiglie, laboratori sull’alimentazione e la sostenibilità per bambini e ragazzi, letture accompagnate dalla gastronomia locale, e una serie di workshop dedicati alle buone pratiche e agli stili di vita sani e sostenibili. Chiuderà la manifestazione una lezione sulla sostenibilità nella storia condotta dal Prof. Eugenio Riccomini e una ciclovisita guidata da Pino Cacucci ai luoghi della resistenza bolognese.

L’evento clou sarà la grande “Staffetta alimentare” prevista per il 19 settembre: gruppi di ciclisti provenienti da tutta la regione convergeranno su Piazza Maggiore a Bologna viaggiando esclusivamente in bici o bici più treno.

Ogni gruppo di ciclisti porterà infatti una bandiera che rappresenterà simbolicamente i prodotti agroalimentari tradizionali e di maggiore pregio del proprio territorio. Queste, una volta giunte a destinazione, verranno collocate su di una grande mappa della regione a fianco dei prodotti veri e propri che fungeranno da montepremi di una estrazione riservata ai partecipanti, cui verrà consegnata anche una targhetta da affiggere alla bicicletta, materiali informativi ed altri gadget.

L'Osservatorio Nazionale Miele nel suo stand disseterà i ciclisti con una particolare bevanda a base di miele e limone. Per l'occasione Bologna Incoming ha predisposto inoltre una serie di pacchetti turistici che prevedono pernottamento, vitto e diverse escursioni culturali e gastronomiche, a prezzi convenzionati. Per saperne di più.

2 Settembre - Regione Emilia-Romagna -Servizio Comunicazione, Educazione alla sostenibilità

Il bollino del successo

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Il Bollino Bianco, l'autocertificazione che la Federazione italiana Panificatori ha ideato per tutelare i consumatori italiani, sta riscuotendo un incredibile successo.

Dal 29 giugno, data dalla quale è stato disponibile, sono stati spediti 13.300 fogli, per un totale di bollini che supera i 400 mila (ogni foglio ne conta 24 o 36). Numeri impressionanti, che lo diventano ancora di più se si pensa che molte associazioni territoriali hanno preferito aspettare settembre per poterlo distribuire ai propri associati.

I requisiti per avere il Bollino: possono ottenere il Bollino solo le aziende che producono «pane fresco». Quest'ultimo, stando alla definizione stabilita dalla legge 248 del 2006 è: «Il pane prodotto secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento, alla surgelazione o alla conservazione prolungata delle materie prime, dei prodotti intermedi della panificazione e degli impasti, fatto salvo l'impiego di tecniche finalizzate al solo rallentamento del processo di lievitazione, da porre in vendita entro un termine che tenga conto delle tipologie panarie esistenti a livello territoriale». Leggi intero articolo pubblicato martedì 28 luglio su "L'Arte Bianca", giornale della Federazione italiana Panificatori, Panificatori Pasticceri e affini .

27 Agosto 2009

L’influenza da virus H1N1 tra i tacchini potrebbe propagarsi

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La diffusione nel pollame rafforza il contagio pandemico globale. Il rilevamento del virus H1N1 in alcuni allevamenti di tacchini in Cile solleva la preoccupazione che anche altri allevamenti di pollame altrove nel mondo possano essere contagiati dal virus influenzale pandemico attualmente in corso di diffusione tra gli uomini, ha annunciato oggi la FAO.
Le autorità cilene hanno annunciato il 20 agosto 2009 che sono stati rilevati casi di infezione da virus pandemico H1N1/2009 tra i tacchini in due allevamenti nei pressi del porto di Valparaiso. La forma influenzale rilevata in questi due casi è identica a quella dell'influenza pandemica da H1N1/2009 che sta attualmente diffondendosi nella popolazione umana in tutto il mondo.

Nessun pericolo per gli uomini. Tuttavia, il rilevamento del virus tra i tacchini non costituisce alcuna minaccia immediata per la salute umana e la carne di tacchino può continuare ad essere commerciata, previ adeguati controlli veterinari e trattamenti sanitari.
"La reazione delle autorità cilene alla scoperta del virus H1N1 nei tacchini - ovvero l'immediata comunicazione del rilevamento alle organizzazioni internazionali, la fissazione di una temporanea quarantena e la decisione di permettere la guarigione del pollame infetto piuttosto che procedere subito all'eliminazione - è stata sensata e opportuna da un punto di vista scientifico", ha detto Juan Lubroth, Veterinario Capo ad interim della FAO.
"Una volta che il pollame è guarito dall'influenza, la produzione e la lavorazione possono continuare in tutta sicurezza. Non costituisce alcun pericolo per la catena alimentare", afferma Lubroth.

Monitorare il contagio. La forma del virus H1N1 attualmente in corso di diffusione è un misto di geni umani, suini e aviari, e si è rivelata essere molto contagiosa, ma non più letale dei comuni virus influenzali stagionali. Tuttavia, potrebbe teoricamente diventare più pericolosa se si combinasse nuovamente con altri virus, ad esempio con il virus H5N1, conosciuto comunemente come "influenza aviaria", che è molto più letale ma anche meno contagiosa tra gli uomini. Questo fenomeno è chiamato riassortimento o ricombinazione genetica e può avvenire in casi di infezioni virali simultanee del portatore.
"In Cile non ci sono casi di influenza da H5N1. Nel Sud-Est Asiatico, dove il virus H5N1 sta circolando tra gli allevamenti di polli, il rilevamento dell'H1N1 in tali popolazioni animali sarebbe stato un problema di ben maggior portata", ha affermato Lubroth.
Questa è una delle ragioni per cui la FAO incoraggia il miglioramento del monitoraggio della malattia tra gli animali e il controllo del rispetto delle norme igieniche e delle pratiche di buon allevamento, tra cui anche proteggere la salute dei lavoratori negli allevamenti infettati ed evitare la vicinanza di lavoratori malati con gli animali.
"Dobbiamo monitorare più da vicino il contagio tra gli animali e rafforzare i servizi veterinari nei paesi poveri e in transizione. Questi paesi hanno bisogno di adeguate capacità di rilevamento ed esperti sul campo competenti e ben equipaggiati, per reagire alle eventuali emergenze."
Il Cile è ormai il quarto paese che sta osservando la trasmissione del virus H1N1/2009 dai lavoratori agricoli affetti da virus di tipo influenzali agli animali, dopo i casi di infezione negli allevamenti suini rilevati in Canada, Argentina, e più recentemente in Australia.
Sebbene le infezioni nei suini e nei tacchini osservate finora siano state generalmente leggere, è importante ricordare che la diffusione pandemica del virus H1N1 in tali allevamenti può potenzialmente portare a conseguenze economiche negative, quali restrizioni commerciali e percezioni sbagliate della qualità e della sicurezza della carne.
L'emergere di nuove forme di virus influenzale capaci di colpire sia gli esseri umani che gli animali d'allevamento rimane un problema più generale e di più grande portata, che è attualmente sotto attento monitoraggio da parte della FAO, dell'Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (OIE) e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO).

27 agosto 2009, Roma (FAO)

Staffetta alimentare a pedali

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L'Emilia-Romagna prepara una grande staffetta alimentare a pedali nell'ambito dell'iniziativa "Pedalando per Kyoto" che si svolgerà nei giorni 18 e 19 settembre. Prende così il via la nuova edizione della campagna "Consumabile" che la Regione Emilia-Romagna promuove per l'adozione di stili di vita sobri e salutari: una periodica attività motoria, l'utilizzo dei mezzi pubblici o della bicicletta per i percorsi casa-lavoro/scuola; una migliore qualità della nostra alimentazione ed infine tutte quelle piccole azioni quotidiane che costituiscono un'importante fonte di risparmio energetico.

Sabato 19 settembre in particolare, da diverse punti della regione, Bologna e provincia comprese, partiranno gruppi di ciclisti, direttamente in bici o caricando la bici in treno. Ciascun gruppo porterà una bandierina con i nomi dei prodotti agroalimentari tradizionali e di maggiore qualità del proprio territorio. Queste, una volta giunte a destinazione, verranno collocate su di una grande mappa della regione a fianco dei veri e propri prodotti che fungeranno infine da “monte premi” della lotteria riservata ai “pedalatori”.

A breve sarà disponibile su ConsumAbile il programma dettagliato.

Bologna, 3 agosto 2009

La FAO inizia le consultazioni sulla dichiarazione per il Vertice Mondiale sulla Sicurezza Alimentare

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Appello per l’eliminazione della fame entro il 2025 e per maggiori investimenti in agricoltura.

Il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf ha invitato i governi di tutto il mondo a partecipare ai negoziati per concordare la dichiarazione da adottare al Vertice Mondiale dei Capi di Stato e di Governo sulla Sicurezza Alimentare, che si terrà dal 16 al 18 Novembre 2009 a Roma. La decisione di convocare il Vertice è stata presa dal Consiglio della FAO lo scorso giugno 2009.
Per iniziare le consultazioni, Diouf ha inviato un documento ai Ministri degli Affari Esteri, della Cooperazione allo Sviluppo e dell'Agricoltura dei paesi membri della FAO e alle Nazioni Unite.
Il testo, dal titolo "Contributo del Segretariato alla definizione degli obiettivi e delle possibili decisioni del Vertice Mondiale sulla Sicurezza Alimentare" sottolinea la necessità di una totale eliminazione della fame dalla faccia della Terra entro il 2025, e di una fornitura di beni alimentari sicura, sufficiente, sana e nutriente, per una popolazione mondiale che si prevede raggiungerà i 9,2 miliardi di persone nel 2050. Leggi intero comunicato.

Roma, 31/07/09

L’Arabia Saudita finanzia il Vertice Mondiale della FAO sulla Sicurezza Alimentare

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L'Arabia Saudita ha deciso di sostenere i costi, stimati intorno ai 2,5 milioni di dollari, del prossimo Vertice Mondiale sulla Sicurezza Alimentare che si terrà presso la sede della FAO a Roma dal 16 al 18 Novembre, ha annunciato oggi la FAO. L'incontro di novembre discuterà su come eliminare la fame nel mondo. Leggi intero articolo.

Roma, 30 luglio 2009

Federbio, accordo con Federalimentare per migliorare distribuzione e esportazioni

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E' stato firmato un protocollo di intesa tra Federbio e Federalimentare, della durata di tre anni, per avvicinare le rispettive filiere produttive. "Per la prima volta la rappresentanza dell'industria alimentare italiana si mette in relazione con il biologico", ricorda il presidente di Federbio, Paolo Carnemolla, ai microfoni di Ecoradio. "L'intenzione è di lavorare su filiere importanti, sull'internazionalizzazione e sui sistemi fieristici". Quello della distribuzione è uno dei maggiori problemi del biologico. Con questo accordo si cercheranno di avvicinare i produttori e i trasformatori della filiera, e avvicinarsi così alla grande distribuzione. "La prospettiva è quella del miglioramento dei prezzi e della facilità di trovare i prodotti. Il riflesso importante per i consumatori - continua Carnemolla - è di poter mettere a disposizione dei consumatori prodotti ovviamente di qualità e sicuramente certificati a prezzi sempre più possibile vicini alle possibilità dei consumatori". Per quanto riguarda l'internazionalizzazione, Federbio aveva già firmato a marzo un accordo di settore con il ministero per lo sviluppo economico, e un'intesa operativa che ha comportato l'apertura di un ufficio a New York e San Paolo. "Lo sforzo importante che stiamo facendo è quello di portare le imprese anche sui grandi mercati mondiali", conclude Carnemolla. Ascolta intervista

sabato 25 luglio 2009

Articolo

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I Carabinieri dei Nas hanno portato a termine l'operazione "Cibo sicuro - Estate 2009", finalizzata a rafforzare la tutela della salute nelle località e strutture di interesse turistico. Le ispezioni hanno permesso di sottrarre dal circuito commerciale oltre 600 tonnellate di alimenti irregolari, tra cui oltre 100 tonnellate di prodotti caseari detenuti in cattivo stato di conservazione o scaduti, pronti per essere rilavorati e reimmessi sul mercato, nonché 26.000 litri di latte di ignota provenienza.
Nell'operazione sono stati chiusi o sequestrati 95 siti di vendita o di trasformazione. Leggi l'intero articolo.

Ministero della Salute - 23 luglio 2009

Kenia - Cibo e pallottole

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«Cibo e pallottole» questo è ciò che Emmanuel Lukwanok chiede al suo governo. Emmanuel è un pastore Turkana, popolazione che abita il Nord-ovest del Kenya. Imbracciando il suo Ak-47 (il famigerato Kalashnikov), spiega come una serie di gravi siccità stia strangolando il pastoralismo della regione. Lui e i suoi compagni sono costretti a spostarsi sempre più lontano dai propri villaggi in cerca di acqua e pascoli, sconfinando spesso in Uganda e Sudan.
Ma queste migrazioni stanno provocando forti tensioni nella regione. «Appena ci muoviamo troviamo nemici» continua Emmanuel «A cinque anni impari a usare un mitra. Noi combattiamo per difendere il nostro bestiame e il nostro diritto a pascolare contro i Toposa (una delle maggiori comunità di pastori, e gruppo etnico, lungo il confine kenyota), i quali sono soliti razziare i nostri animali».

Leggi l'intero articolo di Luca Bernardini - Fonte: AllAfrica.com Irinnews.org Small Arms Survey.

16 luglio 2009 -

Gas effetto serra. Basta che taglino le emissioni i Paesi poveri...del 125%

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Fatto l’accordo, trovato l’inganno. George Monbiot del The Guardian afferma che tra i progetti per ridurre dell’80% le emissioni di gas serra dei Paesi sviluppati entro il 2050 (impegno preso al G8) vi sarebbe una clausola dalle conseguenze “illogiche”.
Si tratta della possibilità per i Paesi industrializzati di acquistare all’estero la metà delle riduzioni di C02. Significa ad esempio che l’Italia potrà diminuire l’anidride carbonica prodotta entro il 2050 solo del 40% e per il resto pagare un’altra nazione per ridurre le emissioni al nostro posto.

Cosa comporterebbe tutto ciò? Monbiot fa un esempio. Il G8 non ha specificato i “Paesi sviluppati”...

Leggi l'intero articolo di Luca Bernardini - Fonte: The Guardian.

15 luglio 2009

G8 chiude su Africa - 20 mld in 3 anni ai paesi poveri

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L'AQUILA - E' l'Africa, con i suoi paesi emergenti e quelli che arrancano per non soccombere, il tema dominante dell'ultima e conclusiva giornata di questo G8. Ne parlano i Grandi che dedicano la mattinata ad un confronto con i loro partner del Continente arabo e nero. Si tratta di raggiungere un accordo sui principi e sulle modalità degli aiuti che i più ricchi sono disposti ancora a dare ai più poveri.
La somma da destinare è già stata decisa: 20 miliardi di dollari da erogare in tre anni. Bisogna ancora capire se si tratta di nuovi fondi e quali Stati, in quale misura, se ne faranno carico. Non è più tempo di promesse, quasi sempre disattese e inseguite tra mille affanni. Bisogna impegnarsi con soldi veri. Bisogna metterli sul tavolo degli aiuti.
C'è da rilanciare l'agricoltura con sistemi compatibili all'emergenza ambientale perché bisogna sfamare un miliardo di persone che potrebbero diventare tre nei prossimi venti anni. C'è da pianificare un sistema di approvvigionamento e di distribuzione dell'acqua potabile: nove milioni di uomini e donne, di giovani e vecchi ne sono sprovvisti. E questo produce a catena una serie di altri disastri, di igiene, di sanità, di malattie, di morti che pesa sulle economie locali, sulla forza lavoro, sugli scambi commerciali, su quelli produttivi.
Usa, Europa e Giappone si impegnano con tre miliardi di dollari a testa, sotto l'egida di un programma, l'Aquila iniziative. Gli altri arriveranno. Resta il problema di fondo: stabilire come e dove destinare questi fondi. E' finita da tempo la stagione dei finanziamenti a pioggia, dei regali che i ricchi, per assolvere le loro coscienze, fanno ai poveri sotto forma di riscatto per i guasti del passato. Si è chiusa anche la stagione della cooperazione che si perdeva in mille progetti, sebbene validissimi ma disorganici, slegati da un contesto più vasto, utili solo a rimpinguare le casse della grande corruzione internazionale e locale. Deve cambiare l'approccio.

Leggi intero articolo di Daniele Mastrogiacomo - La Repubblica 11 luglio 2009

Approvati gli incentivi per la produzione di energia da biomasse agricole

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“Con l’approvazione degli incentivi per la produzione di energia elettrica da biomasse, ora la produzione diffusa di energia rinnovabile in agricoltura diventa una realtà. Grazie a questa norma daremo slancio alla ripresa economica e l’agricoltura contribuirà al raggiungimento degli obiettivi europei per il contrasto ai cambiamenti climatici”. Con queste parole il Ministro Luca Zaia ha commentato, durante un seminario, l’approvazione definitiva avvenuta nella seduta odierna del Senato della Repubblica del provvedimento relativo a ‘Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia’ (A.S. 1195-B), al cui interno sono state inserite modifiche normative relative all’incentivazione della produzione di energia elettrica da biomasse.

Leggi intero articolo - Agricoltura Oggi 10/07/2009

"Caro, inutile e pericoloso" la rivolta di verdi e Regioni

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ROMA - "Inutile e dannoso", "ritorno alla preistoria", "follia ambientale ed economica". Sono durissime le reazioni al via libera definitivo dato oggi dal Senato al disegno di legge sullo sviluppo, il provvedimento che stabilisce il ritorno dell'Italia all'energia nucleare. Se Pd e Italia dei valori hanno cercato inutilmente di far deragliare l'approvazione del testo, tentando di far mancare a palazzo Madama il numero legale, le associazioni da sempre in prima fila nella lotta contro l'atomo si sono affidate a comunicati e commenti infuocati. Paradossalmente, rispetto a 22 anni fa, quando il nucleare fu espulso dal Paese con un referendum popolare, oggi la preoccupazione delle associazioni che promossero quella campagna sembrano essere economiche prima ancora che di tipo ecologico. Puntare come vuole fare l'Italia con il "ddl sviluppo" sull'obsoleto nucleare di terza generazione dopo aver abbandonato da anni la ricerca e la produzione industriale legata a questo settore, prima ancora che un problema di sicurezza è un colossale spreco di risorse.

Leggi l'intero articolo si Valerio Gualerzi - La Repubblica 9 luglio 2009

G8 - Bene la centralità dell' agricoltura, ma gli aiuti alimentari non bastano

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Gli aiuti alimentari sono necessari, ma non bastano e occorre investire nell'agricoltura delle diverse realtà del pianeta, dove servono prima di tutto politiche agricole regionali che sappiano potenziare le produzioni locali con la valorizzazione delle identità territoriali per sfuggire all'omologazione che deprime i prezzi e aumenta la dipendenza dall'estero. E'quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel commentare la dichiarazione finale approvata al vertice del G8 su sviluppo e Africa.

Leggi intero articolo - News Coldiretti N.542 - 8 luglio 2009

Nobel per la pace alle donne africane

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E’ piena di taniche gialle l’Africa. Sono i contenitori con i quali le donne ogni giorno fanno decine di chilometri per recarsi alla fonte più vicina a prendere l’acqua per le loro famiglie. Ogni giorno le strade e i sentieri dell’Africa sono percorse all’alba da tante donne che prima vanno ad approvvigionarsi di acqua e poi al mercato per riuscire a mettere insieme quel tanto che basta a far sopravvivere la famiglia. L’Africa ha un volto: quello delle donne. Sono loro che, senza far rumore, senza accampare diritti, riproducono ogni giorno il miracolo della sopravvivenza. In un continente dove è davvero difficile vivere.

Leggi intero articolo di Eugenio Melandri - Arcoiris - mercoledì, 01 luglio 2009

Ripensare il Rurale

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Dal 25 al 27 giugno a Altomonte (CS)

Convegno su

"Ripensare il rurale: nuovi bisogni, innovazioni e opportunità per lo sviluppo sostenibile del territorio"

Analisi dei cambiamenti che interessano le comunità rurali, il consumo alimentare, l'agricoltura ed il territorio: sono questi i temi al centro del convegno che si svolgerà dal 25 al 27 giugno ad Altomonte (CS).

Il Convegno si propone di discutere le nuove tematiche relative al mondo rurale. A livello nazionale e internazionale, studiosi di diverse discipline manifestano un rinnovato interesse per le dinamiche di cambiamento che interessano le comunità rurali, il consumo alimentare, l'agricoltura ed il territorio, in relazione non solo alle politiche di governo ma anche alle iniziative degli attori sociali, nonché ad una ri-definizione dei rapporti fra contesti urbani e rurali.

Per saperne di più.

XIX European Seminar on Extension Education

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First Call - Annuncio preliminare.

Dal 15 al 19 Settembre 2009 si terrà presso la Domus Pacis di Assisi (Perugia) il XIX European Seminar on Extension Education (ESEE), che si svolge ogni due anni dal 1973.
Il Seminario è organizzato dalla Sezione di Scienze Economiche ed Estimative della Facoltà di Agraria di Perugia e dall'INEA - Istituto Nazionale di Economia Agraria.
Per informazioni e aggiornamenti sull'organizzazione del Seminario. (INEA)

Partecipare al SANA con ProBER

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Bologna - 22 Giugno - L'Associazione Pro.B.E.R. (Associazione dei Produttori Biologici e Biodinamici dell'Emilia-Romagna) sarà presente al SANA di Bologna dal 10 al 13 settembre prossimo. Si segnala che Prober dà la possibilità ai soci di poter essere presenti in un'area collettiva con proprio stand o, in alternativa, partecipare ad un mercatino. Vedi info.
(Pro.B.E.R.)

Festa Artusiana

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Dal 20 al 28 aprile a Forlimpopoli (FC).

"Artusi è il cronista indiscusso di un capitolo di storia italiana fatto di conoscenza delle tradizioni alimentari: attraverso le ricette ripercorriamo lo stivale appena unificato dalle imprese garibaldine e ne conosciamo i prodotti e le ricette. Con la Festa Artusiana, che si organizza dal 1997 ogni anno dal penultimo sabato di giugno per nove giornate consecutive, vogliamo rivivere a Forlimpopoli il gusto di ricerca dei sapori, vogliamo dissetare la curiosità di conoscere i particolari di quell’ambiente domestico spesso lasciato in disparte per la fretta del nostro quotidiano. Desideriamo origliare le parole di chi lavora fra ortaggi profumati, carni e padelle, e trarre qualche spunto per meravigliare il nostro stesso piacere di sperimentarci ai fornelli. E poi, nella magica atmosfera di un paese che si traveste da chef, carpire ogni profumo per fissarlo nella memoria e trovarvi il nostro passato o arricchire il nostro futuro. Il programma è ricco e le opportunità permettono ad ognuno di assaporare ciò che più è gradito al proprio palato, o di osare un assaggio di un boccone sconosciuto: cucina, musica, teatro, danza, mostre, degustazioni, mercati, premi Artusi, convegno scientifico. Ce n’è per tutti! Vive in questa festa la sintesi di un sogno: ”casa Artusi”, l’origine del nostro percorso e la meta da raggiungere. Alla festa Artusiana lavorano febbrilmente associazioni, singoli cittadini, volontari, dipendenti comunali che, in un comune sentire, collaborano alla costruzione di una identità cittadina, fondata sulla propria storia; una storia da condividere con chi ne approva gli scopi, all’insegna del vivere bene insieme e della convivialità. "
(Mauro Grandini - Assessore alla Cultura del Comune di Forlimpopoli)

Vedi Info e programma

Italiani bocciati in cucina

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ROMA 20 Giugno - Gli italiani sono incompetenti in cucina: i piatti della nonna rischiano di scomparire lasciando il posto a preparazioni sempre più frugali ed anonime e anche sulla conoscenza delle proprietà nutrizionali, nonostante si dichiarino ferrati, lasciano in realtà piuttosto a desiderare. Lo rileva un'indagine di Axis per conto di Fipe-Confcommercio che fotografa il rapporto degli italiani con il cibo di casa e del ristorante. Gli italiani stanno in definitiva perdendo la cultura della cucina: quello che sapeva fare la nonna non lo sanno fare le nipoti, dai tortellini fatti in casa, alle fettuccine, alle preparazioni più elaborate della cucina tipica regionale, tanto per fare un esempio. E la televisione non aiuta a far progressi.(ANSA) 2009-06-20 12:09

Ogm - Regioni Ue Ogm- free, rafforzare principio precauzione

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Conferenza internazionale Urbino approva dichiarazione congiunta.

Urbino, 19 Giugno - Sugli organismi geneticamente modificati va rafforzato il principio di precauzione. Le Regioni europee della Rete Ogm-free hanno approvato a Urbino una dichiarazione in cui affermano che ''l'attuale procedura di valutazione dei rischi sulla salute e sull'ambiente durante il processo di autorizzazione degli Organismi geneticamente modificati non garantisce il rispetto del pieno principio precauzionale''. Il testo e' stato varato a conclusione della settima Conferenza internazionale delle Regioni Ue Ogm-free.
(ANSA - 2009-06-19 17:30).

Allarme FAO

Raggiunta cifra record. Oltre un miliardo di persone muoiono di fame.

19 giugno 2009, Roma - La fame nel mondo è prevista raggiungere un livello storico nel 2009 con 1,02 miliardi di persone in stato di sotto-nutrizione, secondo le nuove stime pubblicate oggi dalla FAO. Questo recente aumento della fame a livello mondiale non è la conseguenza di raccolti non soddisfacenti, ma della crisi economica mondiale che ha ridotto i redditi e aumentato la disoccupazione. Il che ha ulteriormente ridotto le possibilità di accesso al cibo per i poveri, afferma l'agenzia delle Nazioni Unite. leggi comunicato

.
(FAO) 2009-06-19

Sui terreni confiscati alla camorra si produrrà la “mozzarella della legalità”

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L’accordo Cia-Libera comincia a dare importanti risultati

Caserta - 19 giugno - Oggi, in provincia di Caserta, è stata inaugurata dal presidente Giuseppe Politi e da Don Luigi Ciotti la cooperativa sociale “Terre di don Peppe Diana-Libera Terra Campania”. Venti ettari sottratti all’organizzazione criminale che ora saranno utilizzati per l’allevamento di bufale e per la trasformazione del latte in formaggi. La Cia interprovinciale Napoli-Caserta fornirà consulenza e assistenza.
"Questo progetto -ha commenta Salvatore Ciardiello, presidente della Cia interprovinciale Napoli-Caserta- rappresenta un notevole contributo nella lotta alla camorra e allo stesso tempo un volano di sviluppo per la Regione Campania e un marchio di qualità per la Provincia di Caserta.”

l'Leggi l'intero articolo.
(Agenzia plurisettimanale della Confederazione italiana agricoltori - Anno XV n 269 ) - 19/06/2009 12:26

Dieta mediterranea

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Il futoro dell'economia mondiale secondo Rifkin - di Valentina Nicolì e Paola Ancora

“Non credo che si stia affrontando con la serietà necessaria questo momento di crisi globale”. L’economista e saggista statunitense di fama internazionale, sembra scoraggiato e pessimista mentre parla di crisi alimentare, Ogm, dieta mediterranea e priorità per l’agricoltura globale.

leggi l'intero articolo - Agricoltura Italiana 16.06.09

G8 Agricoltura

Si è tenuto dal 18 al 20 aprile a Cison di Valmarino (Treviso) il G8 Agricoltura.

Nella dichiarazione della Presidenza si legge fra l'altro che i partner del G8 "hanno anche ribadito la centralità del ruolo dell’agricoltura che può avere impatti significativi su altre politiche, specialmente le politiche sanitarie, attraverso la lotta alla fame e alla malnutrizione e le politiche ambientali, inclusa la gestione sostenibile delle risorse naturali." Leggi l'intero articolo.

(MiPaaf) 23 Aprile 2009

Al via gli Happy Bio di Pro.B.E.R.

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Il 26 giugno Conferenza stampa di presentazione e Inugurazione a Punta Marina Terme (RA) degli Happy Bio di Prober vedi info e programma.



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