Centralità del cibo
"Qual è il valore del cibo?
Le cose quotidiane spesso, proprio per la loro costante presenza nelle nostre vite, tendono a essere date per scontate. Ce ne accorgiamo soltanto quando si presenta un elemento di crisi, quando le nostre abitudini vengono meno.
Chi lotta ogni giorno per procurarsi il cibo non ha bisogno di discorsi sull’importanza della centralità del medesimo nelle nostre vite: deve farci i conti ogni volta che sorge il sole. L’abbondanza invece – o meglio, l’abitudine all’abbondanza – non permette a molti di vivere consapevoli del fatto che il cibo non è soltanto una questione di sopravvivenza, esso è l’espressione di ciò che siamo, della nostra società, il riflesso o la causa di piccoli e grandi problemi che ci circondano.
Da quando l’industria agro-alimentare si è erta a nostro principale fornitore questa consapevolezza è svanita, consegnata nelle sue mani, per farne fonte di profitto.
Ma il profitto non segue le regole della natura, e questa incompatibilità sta diventando un fattore di insostenibilità dirompente.
Un altro valore del cibo, in questo caso economico, si sta incrementando: è cresciuto il prezzo del grano come non mai, gli aumenti del consumo di carne a livello globale (in Paesi che non erano abituati ad avere questo stile alimentare) e il boom dei biocarburanti sono tra le principali cause di un’impennata dei prezzi che non accenna a rientrare e che inizia a creare tensioni sociali tanto nel Nord quanto nel Sud del mondo.
Ciò è avvenuto perché ci siamo dimenticati del valore dell’atto del nutrirsi e di ciò che rappresenta. La sua sacralità è venuta meno, abbassandolo al rango di ogni altro prodotto di consumo che segue le regole di un’economia di mercato anti-natura.
Riporre al centro delle nostre vite il cibo è un atto di grande responsabilità, oltre che un favore che faremmo a noi stessi. Significa iniziare a pensare insieme, imparare a condividere saperi e ad agire consci di un destino globale. Un destino che parte dal nostro particolare: da ciò che scegliamo di mettere nel piatto, dai semi che scegliamo di piantare nei nostri campi.
Sono necessarie nuove responsabilità, derivanti da una rinnovata centralità del cibo nelle nostre vite: è ciò che sanno bene le comunità di Terra Madre, è ciò che la rete ha il compito di far capire al resto del mondo."
(Carlo Petrini - Editoriale - Newsletter Terra Madre 04/2008)