Buono come il pane - alimentazione sostenibile
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Alimentazione

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"Coltivare il cibo, cuocerlo e offrirlo sono azioni che fanno parte del ciclo cosmico della vita e del suo rinnovamento: da questo punto di vista il cibo è governato dalle leggi di natura e dalle regole di cultura. Ma il cibo è sempre più disciplinato anche da regole giuridiche, che accompagnano il cibo dal seme al supermercato, dalle fattorie alle nostre cucine: lo Stato crea infatti leggi sui diritti di proprietà, sul commercio, sulla sicurezza alimentare. Il cibo è frequentemente inteso – nella prospettiva della convivialità – come veicolo di pace e di amicizia: ma il cibo è anche e sempre più qualcosa che ha a che fare con i conflitti. Ogni discorso sul cibo racconta infatti le tensioni e le violenze che hanno accompagnato la lotta per il controllo delle risorse. Anche l’atto del mangiare, oggi, è intriso di conflittualità....".

(Enza Pellacchia - Editoriale - ATHENET online - numeri 26-27)

Buono come il pane

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"Buono come il Pane"

è il nome che abbiamo dato al desiderio di sostenibilità: sociale, ambientale ed economica. Parte fondamentale nell'alimentazione di molti popoli, il pane è da noi sinonimo di cultura del cibo. Arte della buona tavola, rispetto delle stagioni, valore dei prodotti, tipicità del territorio, colture sostenibili, consumi consapevoli. Chilometro zero, filiera corta e tracciabilità ci aiutano a tutelare ciò che si produce e si consuma quotidianamente e non solo in campo alimentare. Il pane è nella nostra storia simbologia economica (civiltà, evoluzione, il pane che cresce, il lievito sociale che arricchisce una comunità, il cibo per tutti) ma troppo spesso anche testimonianza di diritti negati (il pane che manca, la memoria, la guerra, la fame, la povertà) di cattive abitudini e sprechi imperdonabili.

Contribuisci a un approccio equilibrato. Educa i tuoi bambini al rispetto dei diritti e a comportamenti responsabili.

Mettiti in contatto, indica le tue proposte e le tue aree di interesse.

Centralità del cibo

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" Qual è il valore del cibo?

Le cose quotidiane spesso, proprio per la loro costante presenza nelle nostre vite, tendono a essere date per scontate. Ce ne accorgiamo soltanto quando si presenta un elemento di crisi, quando le nostre abitudini vengono meno.

Chi lotta ogni giorno per procurarsi il cibo non ha bisogno di discorsi sull’importanza della centralità del medesimo nelle nostre vite: deve farci i conti ogni volta che sorge il sole. L’abbondanza invece – o meglio, l’abitudine all’abbondanza – non permette a molti di vivere consapevoli del fatto che il cibo non è soltanto una questione di sopravvivenza, esso è l’espressione di ciò che siamo, della nostra società, il riflesso o la causa di piccoli e grandi problemi che ci circondano.

Da quando l’industria agro-alimentare si è erta a nostro principale fornitore questa consapevolezza è svanita, consegnata nelle sue mani, per farne fonte di profitto. Ma il profitto non segue le regole della natura, e questa incompatibilità sta diventando un fattore di insostenibilità dirompente. Un altro valore del cibo, in questo caso economico, si sta incrementando: è cresciuto il prezzo del grano come non mai, gli aumenti del consumo di carne a livello globale (in Paesi che non erano abituati ad avere questo stile alimentare) e il boom dei biocarburanti sono tra le principali cause di un’impennata dei prezzi che non accenna a rientrare e che inizia a creare tensioni sociali tanto nel Nord quanto nel Sud del mondo. Ciò è avvenuto perché ci siamo dimenticati del valore dell’atto del nutrirsi e di ciò che rappresenta. La sua sacralità è venuta meno, abbassandolo al rango di ogni altro prodotto di consumo che segue le regole di un’economia di mercato anti-natura.

Riporre al centro delle nostre vite il cibo è un atto di grande responsabilità, oltre che un favore che faremmo a noi stessi. Significa iniziare a pensare insieme, imparare a condividere saperi e ad agire consci di un destino globale. Un destino che parte dal nostro particolare: da ciò che scegliamo di mettere nel piatto, dai semi che scegliamo di piantare nei nostri campi. Sono necessarie nuove responsabilità, derivanti da una rinnovata centralità del cibo nelle nostre vite: è ciò che sanno bene le comunità di Terra Madre, è ciò che la rete ha il compito di far capire al resto del mondo."

(Carlo Petrini - Editoriale - Newsletter Terra Madre 04/2008)

Educazione Alimentare

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Disordini alimentari e comportamenti alimentari scorretti emergono con sempre maggiore evidenza fino a diventare causa e segnale di vera e propria emergenza sanitaria. C'è molto da fare sia nei confronti della popolazione adulta che delle fasce giovanili.

Politiche di educazione alimentare ed ambientale, programmi e progetti di educazione alimentare per le scuole sono fortunatamente già in atto da molte parti anche se ancora non in misura sufficiente. Occorre intensificare ed estendere quanto già si fa, rinnovando continuamente impegno e attenzione su questi temi, creando sinergie di progetti e di utenze, mettendo in relazione esperienze che a volte si esprimono come vere punte di eccellenza ma che continuano ad avere necessità di maggiore affermazione e consolidamento.

Ecco, come si stanno muovendo in questo ambito alcune istituzioni:

Segnala le iniziative che conosci e che già si svolgono nelle diverse aree geografiche.

Quali percorsi culturali per una Alimentazione Sostenibile?

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Che effetti hanno le scelte alimentari sulla salute? Sull'ambiente? Sull'economia? Sulla società?


Che ruolo ha la comunità in tema di cultura alimentare?


Come stimolare buone pratiche e sviluppare sistemi virtuosi?

Insieme vogliamo ......

  • Comprendere l'importanza delle scelte alimentari
  • Dare voce a esigenze e proposte
  • Contribuire a una prospettiva sostenibile




Mettere in relazione cultura e responsabilità alimentare.
Mettere in rete, conoscenze, informazione, articoli, materiale da publicare, ...
Mandaci i tuoi suggerimenti, proposte e aree di interesse.

Cibo e lavoro: risorse e economia

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L'idea si basa su alcune semplici considerazioni di fondo:

1) Il cibo, come il lavoro è

  • una necessità e un piacere,
  • l'identità storica e culturale di ognuno,
  • un diritto nalienabile.


2) Le risorse economiche
  • sono limitate,
  • devono essere tutelate e sviluppate,
  • non possono essere in alcun modo sprecate, compromesse, depredate.


3)Attenzione al cibo e al lavoro vuol dire
  • occuparsi di consumi, di produzione, di servizi e quindi di economia, di lotta agli sprechi, di lotta alla povertà, di tutela della salute, di biodiversità, di diritti fondamentali (diritto al cibo, diritto al lavoro, diritto all'autodeterminazione dei popoli, ecc.);
  • sviluppare pensiero consapevole, fare incontrare bisogni e conoscenze;
  • re-intrecciare il tessuto sociale intorno a temi di interesse comune;
  • attrezzarsi per il futuro, creare prospettive, rapportarsi alla dimensione globale;
  • costruire economia nel rispetto dei diritti;
  • difendere la libertà delle persone e degli Stati.

Finalità

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Ricostruire un'etica della produzione e dei consumi.

Siamo interessati a una politica dei piccoli passi, e del ruolo che può svolgere la comunità.



Se sei interessato, mettiti in contatto, indica le tue proposte e le tue particolari aree di interesse.

Percorso

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Sono varie le vie da percorrere in direzione di una alimentazione sostenibile:

  • creare sinergie tra informazione, formazione e partecipazione
  • riuscire ad esprimere esigenze
  • formulare obiettivi e strategie
  • condividere progetti
  • ridare alla comunità il ruolo di coagulo virtuoso, di fucina delle idee, con tutto ciò che questo comporta sul versante economico, produttivo, sanitario, sociale, ambientale ecc...

Se sei interessato, mettiti in contatto, indica le tue proposte e le tue particolari aree di interesse.

Modalità

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  • Apertura e curiosità intellettuale. Ascolto rispettoso e attento delle domande che vengono poste.
  • Libertà da idee preconcette, ingerenze ideologiche, condizionamenti politici o religiosi.
  • Conoscere, fare emergere le esperienze che si sviluppano e che possono eventualmente aggregarsi.
  • Sostenersi, trovare risposte e dispiegare la qualità virtuosa dei nostri territori.
  • Affidare la ricchezza delle tematiche al confronto e al giudizio della collettività.
  • Ccreare un patrimonio di conoscenza e andare incontro agli obiettivi che ci sapremo dare.

Praticare il più possibile un approccio multidisciplinare e multigenerazionale. Marcare la differenza tra azioni di marketing commerciale e il carattere culturale, sociale ed economico del progetto.

In piena crisi economica globale, è opportuno attingere alla vitalità delle idee, delle mille risorse, delle risposte che già esistono e che non sempre hanno un loro luogo di incontro, di aggregazione e di individuazione di obiettivi comuni.

Non solo è possibile ma necessario creare forti identità locali ricche, compatibili con la storia, con la società che si trasforma e con le istanze della nuova dimensione globale.

Se sei interessato, mettiti in contatto, indica le tue proposte e le tue particolari aree di interesse.

Strumenti

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Costruiamo insieme gli strumenti di un percorso verso una alimentazione sostenibile. Possono essere moltissimi . Ecco quelli che individuiamo per primi tra i tanti che si possono sviluppare, con il contributo di tutti:

  1. forum permanente on-line
  2. incontri a tema
  3. laboratori didattici
  4. campagne di educazione alimentare
  5. master interdisciplinari
  6. workshop
  7. feste dell'alimentazione sostenibile
  8. esposizione di prodotti e servizi
  9. progetti transnazionali

Se sei interessato, mettiti in contatto, indica le tue proposte e le tue particolari aree di interesse.



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Contatto: info@buonocomeilpane.org